Cascina Castlèt: le 40 vendemmie della Barbera Passum

Cascina Castlèt: le 40 vendemmie della Barbera Passum


Un anno con tante novità per Cascina Castlèt, l’azienda vitivinicola di Costigliole d’Asti, venticinque ettari di filari tra il Monferrato e la Langa di proprietà della vignaiola Mariuccia Borio. L’azienda si prepara al Vinitaly (22-25 marzo, stand F3 - Padiglione 10 Piemonte) e festeggia i 40 anni del Passum, la sua prestigiosa Barbera d'Asti.
L’evento più importante in cantina sarà un anniversario: le 40 vendemmie del Passum, la grande Barbera d’Asti che viene prodotta selezionando accuratamente le uve. “La prima fu nel 1975 – racconta Mariuccia Borio - quattro brente di vino (2 ettolitri, ndr): neanche 200 bottiglie. Uscirono di cantina dopo tre anni, nel 1978. Ma le bevemmo quasi tutte prima dell’uscita” ricorda con un sorriso la vignaiola.  Qualcuna però c’è ancora, custodita nel “caveau” delle bottiglie importanti. “Grappolo per grappolo si selezionavano gli acini – continua – nei primi anni mettevamo l’uva ad appassire in casa, nelle cassette di legno”. L’enologo era Armando Cordero. “Voleva riprendere l’appassimento delle uve – spiega Mariuccia – che già veniva fatto nella tradizione piemontese con l’Uvalino e la Barbera. I nostri vecchi mettevano le uve ad appassire sulle stagere dei bigat, i bachi da seta. Il Passum fu una sua idea. Al Castlèt trovò terreno fertile per realizzarlo: io volevo fare un vino importante con la Barbera”. All’inizio uscì come Barbera d’Asti, poi si scelse di chiamarlo Passum.
Ancora oggi al Castlèt si selezionano le uve barbera nelle migliori posizioni. “Scegliamo l’uva migliore della vendemmia – dice l’enologo Giorgio Gozzellino – viene vinificata in modo tradizionale metà in barrique metà in botti. Nelle vendemmie non top non facciamo il Passum. La produzione è di circa 20 mila bottiglie. Lo amano soprattutto in Svizzera e nel Nord Europa”. Le prime bottiglie vennero etichettate a mano con fiocchetto e ceralacca. Poi la svolta nel 1983 con la mano di Giacomo Bersanetti che firma una delle più innovative etichette del vino. Rappresenta una P rossa stilizzata. Da subito l’etichetta del Passum è una rivoluzione nel panorama del design italiano delle etichette del vino. “Volevo un’etichetta unica e irripetibile. Giacomo mi capì al volo. Così nacque la P rossa del Passum” conferma la vignaiola di Costigliole, che è anche attiva da tanti anni nell’Associazione Donne del Vino del Piemonte.

In autunno si aprono le celebrazioni per festeggiare i 40 anni del Passum: si comincia in contemporanea con Cheese, il salone Slow Food di Bra dedicato al formaggio, con una verticale organizzata alla Banca del Vino dell’Università di Pollenzo.
Intanto l'azienda è impegnata anche sul fronte della solidarietà. Zainetti in dono a 250 bimbi dell’Ecuador per andare a scuola: è il regalo che Cascina Castlèt ha fatto al padre missionario Giovanni Onore. Sono stati realizzati dagli artigiani di Otonga. Da tanti anni Mariuccia Borio è legata da una profonda amicizia con padre Onore, missionario laureato in Agraria ed entomologo; è il “papà” del progetto Otonga che si propone di salvaguardare la foresta amazzonica dal disboscamento e di garantire ai bambini di Otonga la possibilità di studiare e un futuro dignitoso.
La Barbera di Cascina Castlèt sarà, inoltre, all’Expo 2015 nel Padiglione gestito da Slow Food e dedicato alla Biodiversità; la Barbera d’Asti Litina 2011 e il Passum 2009 accompagneranno i menù “buoni, puliti e giusti” dell’osteria Slow. Da anni, Cascina Castlèt sostiene il progetto Mille orti in Africa. Ha adottato l’orto di una scuola elementare in un piccolo villaggio del Kenia.