Enoteca Italiana, Paolo Benvenuti lascia: "Il rilancio dell'Ente Vini, nonostante i debiti, è possibile"

Enoteca Italiana, Paolo Benvenuti lascia:


Paolo Benvenuti non è più Amministratore unico di Enoteca Italiana; l'attuale direttore dell'Associazione Nazionale Città del Vino ha infatti rassegnato le proprie dimissioni all'Assemblea dei soci che si è tenuta venerdì scorso, 9 aprile. Al suo posto è stato nominato Egidio Bianchi, commercialista, che fino a quel momento aveva ricoperto la carica di Presidente. Benvenuti era stato nominato amministratore unico nel giugno 2014.
"Le mie dimissioni - afferma Paolo Benvenuti - sono giunte con la presentazione e l'approvazione del bilancio consuntivo 2014 dell'Ente Vini, supportato dall'approvazione, da parte della Giunta Regionale della Toscana, del piano di rientro presentato in accordo con i Soci fondatori (Comune di Siena, Provincia di Siena, Camera di Commercio di Siena e Regione Toscana); la Regione potrà così liquidare un contributo in conto capitale di un milione di euro utile, ma non esaustivo, ad imprime una svolta al risanamento del bilancio dell'Ente, già avviato, e condizioni più favorevoli perché la storia dell'Ente Vini continui. Ritengo così di aver assolto al mio mandato".

Con Benvenuti parliamo della sua esperienza alla guida di Enoteca Italiana. Il 2014 è stato caratterizzato, anche se solo per alcuni mesi, da una gestione dell'Ente da parte di un Commissario straordinario cui, a seguito delle modifiche intervenute nello Statuto, si è sostituita la nuova figura dell'Amministratore unico. "Insediatomi a giugno - continua Benvenuti - ho avviato il mio mandato in una situazione molto difficile e complessa, sia dal punto di vista degli aspetti gestionali sia da quello comunicazionale e di recupero di reputazione. L'impatto è stato duro, ben oltre l'immaginazione, il racconto e le analisi di coloro che mi hanno preceduto. Le difficoltà dell'Ente, soprattutto finanziarie, hanno comportato un notevole impegno per la gestione delle situazioni più critiche: i debiti accumulati hanno toccato quota 4 milioni e mezzo di euro. Nonostante questo, dal punto di vista economico, nel 2014, anche grazie all'apporto fornito dai soci fondatori, è stato possibile conseguire un risultato positivo nella gestione operativa. Resta lo sbilancio della complessiva gestione finanziaria. Abbiamo avviato la revisione dei conti e la ristrutturazione dei debiti, cercando di recuperare i crediti vantati da clienti".

Intanto sono stati ridotti i costi di gestione, ma l'operazione non è stata indolore. "Purtroppo no. Non è stato possibile per l'Ente Vini accedere, come ente pubblico, alla cassa integrazione e in seguito alle decisioni assunte dall'Assemblea dei soci il 1 dicembre 2014 sono state inviate le lettere di licenziamento a 7 dei 13 dipendenti a decorrere dal 1 gennaio di quest’anno. Chi è rimasto ha comunque visto trasformato il contratto da tempo pieno a tempo parziale. Inoltre sono state ridotte o eliminate altre spese di funzionamento".
La ricerca di risorse passa anche attraverso la vendita degli immobili di via Camollia, sede degli uffici dell'Ente Vini. "I bandi sono andati deserti - ricorda Benvenuti - ed è presumibile che nel corso del 2015 si proceda alla vendita per trattativa privata, sperando vi sia un acquirente. Altri risparmi potranno giungere dall'affidamento della gestione del ramo d'azienda dell'enoteca, intesa come wine bar; attualmente è affidato in gestione solo il ristorante. È stato pubblicato nei primi giorni di aprile il bando di gara. L'obiettivo è la copertura dei costi per la locazione dell'immobile e per le correlate utenze di servizio. Va precisato, infatti, che l'Ente Vini paga al Comune di Siena un affitto annuale per l'occupazione degli spazi della Fortezza, che sono di proprietà comunale".
Nel frattempo è stata pubblicata una procedura pubblica per la selezione di soggetti in grado di aprire nuovi fronti finora poco esplorati, quali, ad esempio, la vendita on-line del vino e servizi accessori in campo enoturistico. "L'intento è di valorizzare il brand Enoteca Italiana, farlo circolare nel mercato vitivinicolo e in quello turistico, produrre effetti positivi per le aziende associate e per l'Enoteca stessa".

Ma il rilancio dell'Ente, nonostante le difficoltà, è possibile? "Io sono convinto di si - afferma ancora Paolo Benvenuti - anche se gli obiettivi di rilancio dovranno necessariamente coniugarsi con il risanamento avviato e si dovranno utilizzare al meglio tutte le sinergie possibili con altre realtà del territorio - enti, istituzioni, soggetti commerciali, imprese vitivinicole, consorzi - con i quali condividere strategie ed opportunità. Va riconquistato un ruolo offuscato e va recuperato il terreno perduto. Penso, ad esempio, al rapporto con il Ministero per le politiche agricole che non ha coinvolto fino ad oggi l'Ente Vini per Expo 2015, cosa che invece era stata fatta in occasione dell'esposizione universale a Shangai".
"Per sostenere la progettualità - continua Benvenuti - ho provveduto alla nomina di un Comitato tecnico scientifico composto da personalità del mondo del vino, della comunicazione, della ricerca e delle università che mi auguro possa contribuire con le idee e l'esperienza. Si tratta di Lorenzo Zanni docente di Economia all'Università di Siena, Roberto Cipresso enologo di fama internazionale, Fabrizio Franchi esperto del mondo del sigaro toscano, Alessandro Regoli uomo della comunicazione e direttore di Winenews, Magda Antonioli Corigliano esperta di economia del turismo dell'Università Bocconi di Milano, Luca Gardini sommelier di fama internazionale e miglior sommelier al mondo nel 2010, Davide Marino docente di agraria all'Università del Molise, Nathalie Grenon architetto di fama internazionale, progettista di alcune tra le più prestigiose cantine in Italia e non solo. È stato inoltre firmato un protocollo d'intesa con l'Università di Siena, Dipartimento di Scienze della Comunicazione, per uno studio sul riposizionamento dell'Enoteca Italiana e un nuovo progetto per la Mostra dei Vini, in corso di elaborazione, che prevede anche l'uso di nuovi strumenti multimediali. La collaborazione con l'Università di Siena è un elemento essenziale per condividere piani di sviluppo formativo e di ricerca, ma anche per realizzare progetti su temi quali l'innovazione e la sostenibilità."

Quali dovranno essere i fronti principali sui quali l'Ente è auspicabile che operi? "Innanzitutto la progettualità finanziata, visto che oggi non è possibile attingere, per il momento, a risorse quali quelle della Fondazione Monte dei Paschi; dovrà fare molta formazione offerta agli operatori ma anche ai semplici appassionati del vino, dovrà offrire nuovi servizi alle aziende produttrici che si riconoscono tutt'ora nel brand "Enoteca Italiana", si dovrà impegnare in operazioni di branding per recuperare il prestigio, favorire la diffusione e la circolazione del marchio Enoteca, sviluppare entrate continue e liquidità attraverso operazioni commerciali dirette e indirette."
A proposito di attività commerciali, è ancora attiva la società partecipata che opera in Cina. Che prospettive può avere? "I servizi all'internazionalizzazione sono un altro obiettivo possibile, soprattutto, ma non solo, tramite la partecipata Yishang Wine Business Consulting Ltd, sulla quale è già stato avviato un processo di revisione delle attività e di rilancio. Il 18 febbraio scorso abbiamo firmato un importante protocollo d'intesa con ITA (l'ex ICE, Istituto per il commercio estero) per la promozione del vino italiano, la formazione professionale e altro. Nel frattempo ho nominato il nuovo Consiglio d'Amministrazione di Yishang."

"Vorrei ricordare, infine, che vi sono dei procedimenti giudiziari in corso - afferma Benvenuti - che interessano la passata gestione dell'Ente, sui quali occorre attendere le decisioni della magistratura; al di là degli esiti che avranno, hanno limitato la nostra azione e i rapporti, ad esempio, con il Ministero per le politiche agricole. Nonostante tutto, in virtù delle esperienze consolidate che Enoteca Italiana ha maturato nel corso della sua lunga storia, il processo di rilancio dell'Ente è possibile. L'Ente ha la necessità di rinnovarsi, di allargare il perimetro delle proprie attività in un'ottica di sostenibilità economica e, quindi, diversificare gradualmente le fonti di entrata. L'Enoteca Italiana è già dal 1933 uno dei soggetti pubblici riconosciuti per la valorizzazione della produzione vitivinicola nel mondo, ruolo che può rilanciare se torna ad essere un interlocutore privilegiato delle istituzioni regionali, nazionali ed internazionali e, al tempo stesso, se torna ad essere interlocutore con i produttori, non solo toscani, e se saprà ribadire il suo valore aggiunto per il territorio regionale e le eccellenze della provincia di Siena".

“Colgo questa occasione – chiude il suo racconto Paolo Benvenuti – per ringraziare con particolare affetto Pasquale Di Lena e Riccardo Margheriti, storici direttore e presidente di Ente Vini; i partiti e le forze politiche che si sono occupati della vicenda, e tutti coloro che – gratuitamente – hanno messo a disposizione le loro competenze a testimonianza della considerazione che ancora gode Enoteca Italiana non solo a Siena, dai membri del comitato tecnico scientifico, che mi auguro possano continuare nella loro collaborazione, agli amici Simone Marrucci e Paolo Corbini per i loro consigli e le riflessioni, utili nel mio breve ma intenso impegno. Al nuovo Amministratore unico auguro buon lavoro.”