Un Sangiovese in bianco, nella terra dei grandi rossi

Un Sangiovese in bianco, nella terra dei grandi rossi


Il sangiovese è il rosso toscano per eccellenza ma... se il vino prodotto con quest'uva fosse bianco? Dalla riscoperta e l’applicazione di una vecchissima metodologia di vinificazione in bianco, infatti, nasce il Sangio’, un Sangiovese diverso, vinificato in bianco, una rarità nell’ambito dei vini chiantigiani dall'azienda Lecci e Brocchi di Villa a Sesta, a Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena. Altri analoghi esperimenti si sono verificati nel tempo, ma il risultato qualitativo del Sangio’ Igt sembra degno di essere considerato per l’effetto aromatico ben equilibrato e la struttura decisamene interessante.

La storia comincia dal talento creativo del giovane Giovanni, figlio dei titolari Giancarlo e Sabrina, che nutre un debole per i bianchi; sfruttando una tendenza innovativa propriamente aziendale, sposata ad una tecnica fondata sul passato, ha riscoperto la vinificazione in bianco del vitigno principe del Chianti e ha dato origine al Sangio’, una insolita quanto intrigante novità in ambito enologico che deriva dalla produzione di questo vino ricavato al 100% da uva sangiovese, vinificata in bianco, proveniente da Villa a Sesta, nel cuore del Chianti Classico Senese. Apparentemente si presenta come un paradosso della terra chiantigiana ma gli aromi e le fragranti note gustative del Sangio’ prodotto da Lecci e Brocchi riconduce ad una scelta tutto sommato coraggiosa, che sta dando ottimi risultati grazie ad una instancabile cura nella preparazione del prodotto e ad un buon rapporto qualità/prezzo.
A proposito di vino bianco, si racconta che già anticamente i viticoltori del Chianti Classico avevano tentato di vinificare in bianco il Sangiovese ma erano soltanto riusciti ad ottenere quello che chiamavano Bruschello, un prodotto marginale che non ha avuto storia.

Il Sangio’ nasce da un terreno scistoso molto ricco di scheletro e sasso, altamente minerale con prevalenza di ferro, con il tipico colore rossastro, peraltro unico terreno aziendale in zona. Il sangiovese, raccolto la mattina presto, pigiato soffice avendo cura di non rompere l'acino e di estrarre solo il liquido chiaro. Un processo rigorosamente portato avanti a basse temperature.
A Lecci e Brocchi si producono però altri vini tra cui quelli legati alla tradizione del Chianti Classico, ciascuno dedicato ad un membro della famiglia: il Sangio', oltre a riportare in etichetta il ritratto del suo 'ideatore' Giovanni, ha nel suo stesso nome l'acronimo di SANgiovese e GIOvanni.
In tutti i prodotti dell'azienda Lecci e Brocchi si riscontra un forte attaccamento al territorio che fa di questa piccola azienda una coraggiosa impresa innovatrice nel rispetto della tradizione.

Il Chianti Classico, invece, che segna il passaggio di consegne da Vasco Lastrucci alla figlia Sabrina, riporta sulla retroetichetta il ritratto di lei, mentre il Chianti Classico Riserva "Il Chiorba", dedicato proprio al padre Vasco (il Chiorba era il suo soprannome da ragazzo) ha sul fronte il suo ritratto. Le etochette sono state tutte realizzate su bozzetti degli artisti chiantigiani Francesco Lorenzetti e Rita Frasca Odorizzi. "Vittoria" è, invece, la grappa di Chianti Classico dedicata alla mamma e si presenta con una elegante etichetta realizzata con un suo ritratto in gioventù del maestro Emilio Montagnani, noto artista e docente presso l'Istituto d'Arte di Siena.
Arriverà nel 2017 anche la Gran Selezione 2013 Chianti Classico dedicata a Giancarlo, etichetta tutta da costruire, ad oggi di certo c'è solo il nome del vino "1967"

La curiosità che desta d’impatto il Sangio' è indubbia; tuttavia, oltre a non deludere, una volta versato nel bicchiere, degustandolo, si propone come un vino affabile di una certa eleganza e dalle fragranze inaspettate. Di certo un risultato  tendenzialmente beverino, con caratteristiche organolettiche decise.
Ci racconta Luano Bensi, enologo di fiducia di Lecci e Brocchi, che dallo stretto connubio tra tendenza innovativa e riscoperta della tradizione si realizza il Sangio’, attraverso la macerazione in assenza di contatto con le vinacce, evitando il rilascio di colore delle bucce al mosto. Va inoltre evitata una gradazione elevata per non rischiare di ottenere un vino poco equilibrato e, con l'aiuto della spremitrice a mano si può lavorare un'uva più matura e soffice che rilascia nel vino un gusto in bocca pieno.
Insomma, questa scommessa chiamata Sangio', portata avanti con caparbietà da Lecci e Brocchi è oggi ad una realtà di 1.333 bordolesi, al terzo anno di produzione.

ELLEBI