Città del Vino: convention all'insegna dell'ottimismo

Città del Vino: convention all'insegna dell'ottimismo


Nella foto da sinistra: Fabrizio Montepara, vice presidente; Paolo Benevnuti, direttore; Pietro Iadanza, presidente; Andrea Cerrato, vice presidente.
_____

La Convention Expo2015 delle Città del Vino si terrà tra Asti e Novara dal 22 al 25 maggio 2015; un ricco programma di eventi farà da cornice all’appuntamento che vedrà riuniti in Piemonte molti sindaci e amministratori delle terre del vino italiane.
Sono in programma, infatti, alcuni momenti dedicati alle tematiche dello svilippo locale; si comincia con il tema della progettazione europea con l’iniziativa “WakeUp” (22 maggio: workshop riservato ai coordiantori regionali delle Città del Vino e ai consorzi turistici, alla presenza degli eurodeputati On. Alessia Mosca e On. Alberto Cirio); il giorno seguente si prosegue con “Langhe-Roero e Monferrato verso la smart land?” (la mattina del 23 maggio, con i Digital Champion Italia e WeLand), e nel pomeriggio incontro sul tema “Non è Petrolio” (con Giorgio Ferrero, Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte; Antonella Parigi, Assessore al Turismo e Cultura della Regione Piemonte; Pietro Iadanza, Presidente delle Città del Vino; Antonio Ferrentino, Presidente delle Città del Bio; Paolo Verri e Roberto Daneo esperti in Grandi Eventi e le best practice raccontate da Angela Motta, Consigliere regionale; Gianni Ferrero, Direttore Turismabile-CPD).
La Convention si sposta poi a Novara per l’Assemblea Nazionale delle Città del Vino (24 maggio) e gran finale il 25 maggio all’Expo2015.

“Qualità della vita, paesaggi e ambienti ben conservati, qualità del vino e dei prodotti tipici, unite ad una maggiore capacità ricettiva, fanno dei territori del vino vere mete turistiche – afferma Andrea Cerrato, vice presidente dell'Associazione, assessore al turismo del Comune di Asti ed animatore di questa Convention piemontese – e su questo filone l’Associazione da anni si sta muovendo, supportando i territori a crescere. Il turismo nelle Città del Vino è in aumento costante, con oltre 3 miliardi di euro di fatturato all’anno e 5 milioni di enoturisti, stimati dalle ricerche dell’Osservatorio sul turismo del vino, la ricerca che l’Associazione produce ogni anno; un settore che si pone al centro delle politiche di crescita locale.”
È questa una forma di turismo di esperienza che privilegia la sostenibilità, l’incontro con il territorio, e la conoscenza diretta dei suoi protagonisti: i vignaioli e la gente che qui lavora e vive. “Il vino è un prodotto culturale, oltre che della terra – afferma ancora Cerrato – e la dimensione culturale, oltre che sociale, economica e ambientale della viticoltura e dei mestieri del vino, raccoglie un patrimonio di saperi da custodire e valorizzare. E se il vino è cultura, il luogo ideale dove organizzare la Convention Nazionale delle Città del Vino, nell'anno di Expo2015, è il Monferrato, che con Langhe e Roero sono stati inseriti nella World Heritage List dell’Unesco ed eletti a 50° sito italiano Patrimonio dell'Umanità."

"L’obiettivo dell’Associazione - afferma il presidente nazionale Pietro Iadanza - è quello di aiutare i Comuni a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro. La Convention piemontese ci aiuterà in questo percorso, dati i temi che affronteremo grazie anche alla natura operativa degli incontri in programma".

"Il Piemonte - afferma Stefano Vercelloni, coordinatore regionale delle Città del Vino e vice sindaco di Sizzano (Novara) - è di nuovo protagonista della vita dell'Associazione così come lo fu al tempo della sua istituzione. Era il 21 marzo 1987 quando 39 sindaci si riunirono a Siena per dar vita all’Associazione Nazionale Città del Vino e tra quei Sindaci c'erano molti amministratori di città e paesi del Piemonte: Asti, Alba, Barbaresco, Barolo, Canale, Carema, Diano d’Alba, Dogliani, Gattinara, Neive, Nizza Monferrato, Ovada e Treiso d’Alba. Oggi sono oltre 450 le realtà da nord a sud, piccoli e grandi comuni, città già note nel firmamento enologico e città ancora in ombra. L'Assemblea si terrà Novara, un riconoscimento al ruolo di questo territorio per la viticoltura che esprime".