Expo, Lambrusco dall'anteprima al festival

Expo, Lambrusco dall'anteprima al festival


E’ unico, inimitabile, non assomiglia a nessun altro; rosso, giovane, fresco, frizzante, profumato di viola, invitante, allegro, sincero. Il Lambrusco è un vino dalle caratteristiche particolarissime, che nascono da una tradizione plurisecolare, ricca di sorprese, ma che incontrano grande favore nel gusto dei giovani e del nuovo pubblico di appassionati e consumatori enologici.

Per favorire una sempre migliore conoscenza di questo vino e del suo territorio d’origine, ma soprattutto per farne scoprire i sorprendenti livelli qualitativi raggiunti dai produttori delle cantine del territorio, il Comune di Bomporto, in collaborazione con il Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi e con l’associazione Città del Vino, promuove la decima edizione della rassegna ROSSO RUBINO wine festival, potenziandone la formula e agganciandola all’EXPO universale di Milano 2015. 
Dal 28 maggio al 1 giugno, dopo l’anteprima del 22, ogni sera una diversa Cantina ospiterà serate dove spettacolo, animazioni e intrattenimento faranno da cornice alle degustaioni, in alcuni casi con vere e proprie cene, dei migliori Lambruschi di Sorbara e non solo, in abbinamento con prodotti tipici modenesi.

Per il programma completo di ROSSO RUBINO e informazioni più dettagliate è possibile consultare il sito www.lambruscowinefestival.it  dove sarà possibile trovare anche informazioni sulle navette gratuite in partenza da Modena città e sulle altre opportunità offerte ai turisti nel corso della manifestazione grazie alla partnership con Modenatur .  

Moderatamente alcolico, vivace, inconfondibile per quella che è una sua attitudine naturale, la rifermentazione primaverile, il Lambrusco ha un altro grande pregio, non solo si abbina perfettamente ai piatti della cucina emiliana tradizionale, ma sempre più chef e sommeliers lo suggeriscono in abbinamento con piatti più moderni e ricercati o di cucine internazionali. Un vino completo quindi che, servito fresco, è adatto per molte occasioni di consumo, ma anche un vino  moderno con spiccate caratteristiche organolettiche, una spuma vivace ed evanescente, un profumo intenso e persistente, ma soprattutto da un gusto pieno e  capace di soddisfare il palato, un vino, insomma, facile da bere e generoso negli abbinamenti, anche grazie alla sua versatilità nelle diverse  declinazioni, dal secco, al semisecco, all’amabile, fino al rosato perfetto come aperitivo o come ottimo compagno di momenti in allegria, anche fuori pasto, grazie al suo carattere allegro e gioviale, gradevole ma mai troppo “impegnativo”, versatile e quindi sempre all’altezza di ogni situazione.

Quella delle bollicine rosse del Lambrusco, è una storia importante che racconta di un vitigno selvatico già conosciuto da Etruschi e Romani (“vitis Labrusca”, lo chiamano Virgilio prima, Catone e Plinio in seguito), poi di un vino protagonista di battaglie medioevali (le truppe di Matilde di Canossa a Sorbara) e ancora un nettare (la “Lambrusca”) abituale sulla tavola dei Duchi d’Este, divenuto, in anni più recenti, il preferito del poeta Giosuè Carducci, che dalla vicina Bologna si recava periodicamente nelle osterie modenesi per gustarne “..abbondante e di qualità”.
I premi prestigiosi e i riconoscimenti anche internazionali, oltre ai dati di vendita in tutto il mondo, lo collocano tra i vini italiani più popolari e apprezzati in Italia e all’estero. Ma l’universo del Lambrusco è assai più complesso e frastagliato: innanzitutto non si può parlare di un solo ‘Lambrusco’, poiché le DOP, nella sola provincia di Modena sono 4 : le storiche modenesi Sorbara, Grasparossa di Castelvetro, Salamino di Santa Croce e la più recente, quella del Lambrusco di Modena. Un universo che complessivamente offre una produzione media annua di Lambrusco DOP di 270.000 ettolitri di vino pari a oltre 34 milioni di bottiglie ; numeri aumentano notevolmente se si allarga il discorso alla produzione IGT molto presente nei mercati esteri in costante crescita.

Storia e passione, sono le due parole indispensabili a raccontare la storia del Lambrusco. Probabilmente, l’insieme delle sue peculiarità è il risultato dello straordinario compendio delle terre, del clima e del carattere delle genti emiliane: uno strano impasto di cordialità, generosità, ma anche di schiettezza e di franchezza che rende il rosso frizzante DOP, un prodotto del quale in tutta l’Emilia, ed in particolare a Modena e a Bomporto, si va particolarmente fieri e con cui si è instaurato un rapporto che non è solo di consumo, ma anche affettivo.
I Lambruschi costituiscono una famiglia di vitigni che da secoli si sono integrati nel paesaggio modenese. Lambrusco è infatti il nome di un gruppo di vitigni di matrice comune, tra loro simili, ma non identici, ed è proprio nella pianura modenese, dove si trova Sorbara, la culla del Lambrusco, che si sono evolute quelle qualità di uve da sempre considerate le più nobili.