Arte e Tradizione, la cantina moderna

Arte e Tradizione, la cantina moderna


In occasione della 46esima edizione del Festival Toscanello d’Oro, Pontassieve si appresta a diventare luogo di cultura e di buon gusto. Dal 28 maggio al 2 giugno l’Amministrazione Comunale proporrà assieme alla Pro-Loco, alle aziende vinicole e associazione del territorio, una serie di interessanti iniziative che vedranno come protagonisti assoluti la produzione enologica e le tipicità del territorio.

Grande rilievo assumono in quest’edizione i dialoghi con grandi firme dell’architettura mondiale che in questi ultimi anni si sono cimentate con la progettazione di cantine d’autore ed edifici per la diffusione e promozione del vino in Italia e non solo. L’innovazione in architettura riguarda anche il settore dell’enogastronomia come dimostrano le cantine vinicole progettate da due tra i maggiori architetti del nostro tempo, Piero Sartogo e Marco Casamonti. L’evento si collega idealmente a Expo 2015, dove nutrire il pianeta significa anche confrontarsi con i linguaggi dell’arte e dell’architettura, della comunicazione e della valorizzazione del distretti enogastronomici.

A Piero Sartogo e al suo Partner Nathalie Grenon si devono, infatti, la cantina l’Ammiraglia e la cantina a Castello Giocondo progettate per i Marchesi de Frescobaldi, la Cantina Badia a Coltibuono nel Chianti e quella francese di Chateau Giraud nel Sauternes.

Marco Casamonti e Archea, sono gli autori della cantina Antinori al Bargino poco distante da Firenze e gli stand avveniristici realizzati per Fiera del Vino in Cina a un centinaio di chilometri da Pechino. Un progetto di straordinarie proporzioni, con padiglioni e spazi interamente dedicati alla vendita e promozione enogastronomia.

Si tratta di straordinari edifici in cui la ricerca tecnologica si coniuga al rispetto del paesaggio in un connubio di materiali tradizionali e forme contemporanee. Forme contemporanee che tuttavia mai disperdono la memoria dell’architettura locale, in un confronto sofisticato con le linee e le proporzioni della campagna e delle colline circostanti. Come si coniuga allora ricerca, innovazione, sperimentazione in architettura con esigenze produttive, qualità dell’ambiente, vinificazione e invecchiamento del prodotto, sua promozione e valorizzazione, assieme alla storia e cultura del territorio di appartenenza.

La promozione e valorizzazione del prodotto vinicolo ha come punto di forza anche l’etichetta, una visibile carta d’identità del vino imbottigliato. Quest’anno sarà ospite di Pontassieve Simonetta Doni, nota in Italia e in Europa come designer, grafica ed esperta di comunicazione, specializzata nella progettazione di etichette per le più note case vinicole italiane ed europee. Gli incontri saranno coordinati da Sergio Risaliti, giornalista e storico dell’arte, che il giorno 28 terrà pure una lezione d’arte dedicata al Bacco di Michelangelo, capolavoro in marmo conservato al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Raffigurazione rinascimentale del dio dell’ebrezza, il Bacco-Dioniso fu scolpito in Roma dal giovane Buonarroti, su commissione del potente cardinale Raffaele Riario. Della statua michelangilesca sarà esposto un calco in gesso, proprietà della Galleria Frilli di Firenze, nelle sale del Comune di Pontassieve per tutta la durata del Festival.

 

PONTASSIEVE

L’abitato di Pontassieve risale al medioevo quando la repubblica fiorentina costruì il castello di Sant'Angelo sulla vie di collegamento con la Romagna e il Casentino con l'intento di sottrarre il controllo del territorio ai Nobili di Quona, ed aprire nuove vie commerciali che escludessero l'antica via Etrusca, controllata dalla nobiltà locale. La costruzione del ponte mediceo sul fiume Sieve determinò successivamente il nuovo nome della località. Fu un importante centro agricolo, soprattutto vinicolo e sede di mercato fino alla fine dell'Ottocento primi anni del Novecento. In questi anni la costruzione delle linee ferroviarie permisero lo sviluppo di Pontassieve anche come polo industriale con la creazione delle importanti officine delle ferrovie (adesso parzialmente in disuso), cantine vinicole e le vetrerie (convertite in centro commerciale). Durante la Seconda Guerra Mondiale il nodo ferroviario e l'abitato adiacente furono ripetutamente bombardati dall'aviazione alleata. La ricostruzione operata nel dopoguerra vide la rinascita di Pontassieve come principale centro della Valdisieve che primeggia per la produzione di artigianato di qualità, tra cui spicca tutt'oggi il settore della pelletteria.

 

Il FESTIVAL TOSCANELLO D’ORO

Toscanello d'oro è la manifestazione storica del territorio. Nasce negli anni 70 come mostra mercato del Chianti Rufina, prima nel suo genere. Le prime edizioni portarono un grande fermento culturale nel territorio grazie alla partecipazione delle fattorie e dell'indotto della produzione enologica che in Pontassieve si era creato. In tempi moderni la storica manifestazione ha mantenuto la centralità del prodotto enologico, sviluppando tuttavia un'anima fortemente territoriale grazie alla partecipazione di tante associazioni e organizzazioni che portano al Toscanello le loro esperienze, rendendo la vetrina delle eccellenze della Val di Sieve.

 

PROGRAMMA

28 maggio

Ore 18.30 “Vino, Architettura e Mercato Globale” incontro con Marco Casamonti e Sergio Risaliti. Cittadella del Vino, Piazza Vittorio Emanuele II

Ore 21.00 Lectio "Sull'arte e sul vino, il Bacco di Michelangelo" a cura di Sergio Risaliti. Cittadella del Vino, Piazza Vittorio Emanuele II

29 maggio

Ore 18.30 “Arte e Tradizione, la cantina moderna”, incontro con Piero Sartogo e Sergio Risaliti. Cittadella del Vino, Piazza Vittorio Emanuele II

30 maggio

Ore 18.30 “Wine Logos, l’etichetta è arte” Incontro con Simonetta Doni e Sergio Risaliti. Cittadella del Vino, Piazza Vittorio Emanuele II