Firma anche tu il Manifesto della Green Economy per l'Agroalimentare

Firma anche tu il Manifesto della Green Economy per l'Agroalimentare


E' stato presentato a Roma il Manifesto della Green Economy per l'Agroalimentare del Consiglio Nazionale della Green Economy, l'organismo formato da 66 organizzazioni di imprese rappresentative dell'economia verde italiana in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Manifesto, elaborato in occasione dell'Expo di Milano 2015, si propone di esporre, in un contesto internazionale, il punto di vista radicato nel modello italiano di agroalimentare orientato alla green economy su 7 temi cruciali per l'agricoltura e la produzione di cibo nella nostra epoca:

- adottare la visione della green economy per assicurare uno sviluppo durevole e di qualità della produzione agroalimentare;;

- coordinare la multifunzionalità con la priorità della produzione di alimenti;

- attuare misure di mitigazione e di adattamento alla crisi climatica;

- superare modelli agricoli non più sostenibili e promuovere la diffusione delle buone pratiche;

- tutelare la sicurezza alimentare, potenziare i controlli e le filiere corte;

- fermare lo spreco di alimenti, assicurare la circolarità dell’economia delle risorse agroalimentari;

- fermare le minacce alla produzione agroalimentare e ai suoli agricoli.

Il documento finale approvato dall'assemblea plenaria è stato come sempre il frutto di una procedura partecipata dei Gruppi di Lavoro degli Stati Generali della Green Economy, ai quali ha partecipato anche l'Associazione nazionale Città del Vino nell'ambito del gruppo dedicato alle "Filiere agricole di qualità ecologica". L'Associazione ha portato il contributo della sua mission e della sua esperienza quasi trentennale sottolineando l'importanza di dare centralità ad una produzione agroalimentare di qualità come motore di sviluppo delle economie e delle culture locali attraverso alcuni passaggi importanti tra i quali il rafforzamento della comunicazione sulle ricadute sociali ed economiche che ne deriverebbero (in termini di tutela ambientale, valorizzazione dei paesaggi, riqualificazione di spazi e architetture degradate o in abbandono, incremento dell'occupazione, miglioramento degli stili di vita e degli standard salutistici, recupero delle competenze artigianali e dei saperi rurali, ... ), delle diverse forme di certificazione e regolamentazione che devono caratterizzare prodotti ecosostenibili (carbon footprint, water footprint, gestione del ciclo dei rifiuti, gestione agronomica, indicatori socio-economici e di qualità del paesaggio, piani regolatori delle città del vino, etichettatura, trasparenza nei passaggi delle filiere agroalimentari, ecc.), delle attività di educazione scolastica e divulgazione ai consumatori sui valori di uno stile di vita “verde”, della formazione e ingresso al lavoro di quelle risorse (giovani, donne, immigrati) che oggi maggiormente potrebbero portare vitalità e innovazione al settore dell'agricoltura e dell'alimentazione.

Il Manifesto è disponibile online (anche in lingua inglese e francese) ed è aperto ad una raccolta di adesioni. Le Città de Vino sono dunque tutte invitate a leggere e firmare per partecipare a questo momento di stimolo e riflessione. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 

 

Manifesto ge agroalimentare expo2015 i