“1° Drinks Conference” di Atene: riflessioni e idee sul tema del wine&spirits

“1° Drinks Conference” di Atene: riflessioni e idee sul tema del wine&spirits


Atene capitale mondiale del wine&spirits per un giorno: consumo al bere consapevole, ultime tendenze di mercato, importanza del ruolo del turismo enogastronomico come motore dell’economia del territorio. Sono solo alcuni degli spunti di riflessione lanciati durante la “1° Drinks Conference - wine, beer and spirits”, conferenza sul consumo di bevande alcoliche, che si è svolta ad Atene lo scorso 12 giugno e a cui l’Associazione Nazionale Città del Vino è stata chiamata ad intervenire.

 

 Temi importanti, che il Direttore di Città del Vino ha voluto ribadire nel suo intervento, alla presenza di grandi esponenti internazionali, del mondo dell’enologia e dei distillati. Paolo Benvenuti ha infatti rilanciato l’importanza strategica del ruolo degli enti locali e delle loro reti nella promozione del vino, con le produzioni tipiche, fulcro e motore delle economie locali non solo in Italia, ma in tutta l’Europa. A testimonianza di quanto sia cruciale lavorare insieme per un bene comune, l’Associazione italiana delle Città del Vino collabora da anni con Recevin, la Rete Europea dei territori del vino, per la promozione del turismo enogastronomico e delle produzioni d’eccellenza delle aree europee più vocate alla vitivinicoltura.

 

Da questo concetto tanto basilare, quanto strategico, parte anche una voce di sostegno alle città del vino greche: affinché questa rete di territori e l’Associazione nazionale che è alle sue spalle, torni a farsi sentire e a sostenere con il suo operato, l’economia greca, che può e deve ripartire proprio da ciò che il territorio naturalmente offre. Lo sviluppo di un’economia non può prescindere anche dalla  rivisitazione in chiave “verde” del turismo rurale e di quello enogastronomico e dal rafforzamento del rapporto tra produzioni agroalimentari ed enologiche di qualità e i loro territori. Questo è possibile solo attraverso la salvaguardia delle biodiversità agricole e proponendo la qualità della vita delle zone rurali come un modello per il futuro.

 

Città del Vino da sempre sostiene che i Comuni sono straordinari motori di sviluppo locale e di rilancio di attività produttive all’insegna della sostenibilità, d’altronde questa è anche la sua mission. Quindi sì alla valorizzazione delle aree agricole e al contenimento del consumo del suolo, al recupero e al riuso dei centri storici, allo sviluppo dei servizi collegati ad una agricoltura di qualità, dalla filiera corta all’accoglienza, dai prodotti certificati ai mestieri ed all’artigianato.

 

È necessario partire da qui per offrire nuove opportunità di lavoro e quindi anche di riscatto sociale e integrazione alle categorie oggi maggiormente colpite dalla riduzione dell’occupazione -  i giovani, le donne, gli immigrati - coinvolgendoli nelle vecchie e nuove professioni legate alla  tutela ambientale, alla cura del territorio, all’agricoltura di qualità, al turismo sostenibile. Non da ultimo sono fondamentali anche iniziative più divulgative, come la promozione di momenti finalizzati alla conoscenza di saperi e sapori o la divulgazione di stili di vita e di consumo più responsabili e consapevoli.

 

Per fare questo è necessario mettere in moto diverse attività volte alla valorizzazione agricola, rurale e del mondo produttivo, attività di ricerca e approfondimento, ma anche eventi e momenti più “leggeri” di promozione. Le attività di Città del Vino sono numerose e studiate per promuovere a tutto campo la cultura del territorio e delle sue produzioni tipiche, come l’Osservatorio sul Turismo del  Vino, iniziato nel 1999 come il primo tra gli studi in questo settore, oggi una delle poche indagini in Italia a monitorare il fenomeno del turismo enogastronomico in Italia. Uno spaccato attento dell’Italia enoturistica, letto contestualmente all’evolversi del tessuto sociale, degli stili di vita, del costume, al cambiamento delle abitudini dei turisti, all’evolversi delle loro necessità e capacità economiche. O come Calici di Stelle, il cui successo pluridecennale è merito proprio della bellezza dei borghi italiani e del prodotto principe dei territori del vino. Il 10 agosto di ogni anno infatti, durante la notte di San Lorenzo, si ripete la magia del fenomeno delle stelle cadenti; è il pretesto per organizzare in circa 200 Città del Vino italiane altrettanti eventi con degustazioni di vino, incontri in luoghi aperti, nelle piazze e nei borghi, nei centri storici o nelle aziende vitivinicole. Nel corso degli appuntamenti viene riservata particolare attenzione al tema della cultura, del turismo e del buon vivere, del bere moderato e consapevole.

 

Il convegno di Atene, poi è stata anche l’occasione per rilanciare il fresco successo del Concorso Enologico La Selezione del Sindaco, competizione internazionale promossa da Città del Vino. Dalla capitale greca si lancia una grande apertura per la prossima edizione: la possibilità di allargare la partecipazione anche a grappe e distillati, creando una sezione dedicata a questi prodotti. Una grande novità, che se andasse in porto, potrebbe mettere in risalto un prodotto che - in alcune zone del mondo - ha ancora bisogno di essere valorizzato nella giusta maniera.  

 

Il vino non è più solo oggetto di degustazione, ma diventa partner ideale di iniziative culturali, incontri, spettacoli, concerti, mostre, e i prodotti tipici sono gli altri protagonisti di questa festa dedicata ai territori e alle loro bellezze ambientali, paesaggistiche e storiche, per valorizzare i rapporti tra “vino-territorio”, “vino-cultura”, “vino-turismo” e “vino-accoglienza”. E dalla Grecia giungono segnali importanti.