Viaggi e turismo, comparto strategico per l'economia italiana

Viaggi e turismo, comparto strategico per l'economia italiana


Due milioni e duecentomila addetti, il 10% della forza lavoro italiana, che produce centotrenta miliardi di Euro, il 12% del PIL del nostro Paese. Cifre di assoluto valore che testimoniano l’importanza fondamentale del settore viaggi e turismo ed enogastronomia per l’economia italiana. Sono i dati resi noti in occasione di Tirreno CT che chiude oggi alla Fiera di Carrara.
E questo è un settore che, nonostante la crisi, riesce ancora a reggere alla concorrenza internazionale: nel 2013 eravamo la quinta meta turistica mondiale, dopo la Francia, saldamente al primo posto, Stati Uniti, Cina e Spagna.
Il maggior numero di visitatori internazionali si è avuto nelle province di Roma, Milano e Venezia, e questa non è una sorpresa. Firenze però risulta soltanto ottava, preceduta da Varese, Imperia, Trieste e Como. Chiudono la classifica delle prime 10 Bolzano e Verona.
Secondo questa indagine, condotta da Confesercenti-REF, emerge anche che l’indice di gradimento degli ospiti stranieri è molto alto, raggiungendo il valore medio di 8,25 su 10. A livello regionale, risulta prima la Toscana, con un punteggio di 8,57, A seguire Valle d’Aosta e Umbria: tutte regione a forte vocazione turistica e con un grande patrimonio storico e artistico.
La valutazione si basa su 8 parametri specifici: cortesia, arte, ambiente, alberghi, informazione, sicurezza, cucina e shopping. Come dire che il mestiere dell’ospitalità diventa sempre più articolato e complesso, dovendo soddisfare esigenze sempre maggiori da parte di una clientela internazionale, o meglio globale. Il cambiamento che ha coinvolto tutti i settori dell’ospitalità ha imposto anche di cambiare approccio con i fornitori, che hanno dovuto adeguare le strutture alle sempre crescenti richieste di disponibilità di prodotti, rapidità di consegna, ampiezza di gamma.
In questo contesto assumono sempre maggiore importanza i cash & carry, che consentono oltretutto al ristoratore, all’albergatore, di “fare poco magazzino”. Il gruppo internazionale Metro, per esempio, ha fatto un punto di forza della disponibilità continua di prodotti freschi, della gamma di prodotti a marchio, della consegna a domicilio e perfino della scelta degli  orari d’apertura: tutte strade per andare incontro alle esigenze di servizio e di tempo dei professionisti dell’ospitalità e della ristorazione. Come dire che, ovviamente, il cambiamento coinvolge il comparto nella sua totalità: clientela, esercenti e fornitori.