Borgogna e Champagne Patrimonio Unesco

Borgogna e Champagne Patrimonio Unesco


Dopo un percorso lungo otto anni, "Coteaux, Maisons et Caves de Champagne" e i "Climats du vignoble de Bourgogne" sono stati iscritti sulla Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco (categoria Paesaggio organicamente evoluto), portando così a 41 il numero dei beni francesi cui viene riconosciuto un valore universale.

 

I 1247 climats della Borgogna (piccole parcelle di vigneto ben delineate e circoscritte, definite da distintivi elementi geologici, geografici e antropologici) hanno conquistato il riconoscimento grazie quell'insieme di elementi - tipologia del suolo, esposizione al sole, microclima, storia, cultura e e tradizioni dei vignaioli nei secoli - che li rendono unici al mondo. I climats interessati sono quelli sulle pendici della Côte de Nuits e Beaune, a sud di Digione, dove si producono vini tra i più prestigiosi al mondo come Romanée-Conti, il Vosne-Romanée o Montrachet. Il paesaggio è composto da due elementi: il primo include le particelle viticole, i villaggi e la città di Beaune per un totale di circa 8mila ettari, una striscia di vigneti lunga 60 chilometri e larga al massimo 2 da Digione a Santenay, a sud di Beaune, la capitale vinicola della Borgogna riconosciuta come centro dei commerci; il secondo è il centro storico di Digione, dove “prende forma l'impulso politico per la formazione del sistema dei climats”, dice l'Unesco, ricordando il "notevole esempio di produzione di vino sviluppato a partire dal Medioevo." Un paesaggio modellato dagli uomini da 2000 anni, ricco di un patrimonio architettonico eccezionale e modello di una viticultura regionale famosa nel mondo intero. Per questo territorio, insidiato dalle minacce di una tecnologia spinta all'eccesso, l'ingresso nell'Unesco sarà il punto di forza del mantenimento di un delicato equilibrio ambientale e produttivo, così come è stato finora.

 

I coteaux, maisons e cantine della Champagne sono la testimonianza vivente di un complesso patrimoniale viticolo unico e perfettamente integrato, che ha consentito la trasformazione graduale da un'attività artigianale molto specializzata a una produzione agroindustriale e di eccellenza associata all’immagine della Francia. “Si tratta dei luoghi in cui è stato sviluppato il metodo di elaborazione dei vini effervescenti grazie alla seconda fermentazione in bottiglia - si legge nelle motivazioni - dai suoi inizi nel diciassettesimo secolo fino alla precoce industrializzazione del diciannovesimo''.  Tre in particolare le zone valorizzate dal riconoscimento: la Collina Saint-Nicaise a Reims con chilometri di crayère ovvero le cave sotterranee da cui si estraeva il gesso, utilizzate già nel Medioevo per la vinificazione, lo stoccaggio e l’invecchiamento; l’Avenue de Champagne a Épernay, dove milioni di bottiglie riposano nelle chilometriche cantine delle maison più prestigiose; i coteaux storici di Hautvillers, Aÿ et Mareuil-sur-Aÿ, esposti in pieno sud, dove troviamo Hautvillers che domina la Marne e la celebre Abbazia che ospitava il monaco dom Pierre Pérignon, leggendario inventore della seconda fermentazione naturale che caratterizza lo Champagne. ''I membri del Comitato ne hanno riconosciuto il valore universale eccezionale - ha dichiarato il Bureau du Champagne - votando all'unanimità l'iscrizione di Coteaux, maison et caves de champagne nella lista dei beni patrimoni dell'umanità''. ''Il mio pensiero va immediatamente a tutto coloro che hanno lavorato al progetto, ai partner che hanno sostenuto questa iniziativa un po' folle e agli abitanti della Champagne, la cui regione ha appena ottenuto l'ambito titolo mondiale - ha dichiarato Pierre Cheval, presidente dell'Associazione Paysages du Champagne - Abbiamo il dovere di tutelare il paesaggio al fine di consegnarlo integro alle generazioni future.L'iscrizione è un riconoscimento ma anche una responsabilità di fronte alle nazioni e noi dovremo esserne all'altezza''.

 

Accogliamo con viva soddisfazione questo ulteriore affermazione dei valori legati alla cultura della vite e del vino e ai territori che ne sono una diretta espressione” - sottolinea Paolo Benvenuti, Direttore Generale dell'Associazione nazionale delle Città del Vino e Presidente dell'Associazione Internazionale Iter Vitis - L'auspicio è che ora, dopo l'inserimento fra i siti ritenuti patrimonio dell'umanità dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte Langhe-Roero e Monferrato e della Pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria nel 2014 e l'iscrizione delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore alla Tentative List italiana delle candidature, presto anche altre delle tante aree e pratiche rurali italiane di particolare interesse - dalla viticoltura eroica delle Cinque Terre alle sterminate distese di vigne del Chianti - vengano riconosciute come massime espressioni di unicità, bellezza e qualità e come tali meritevoli di essere tutelate e apprezzate a livello mondiale”. (di Alessandra Calzecchi Onesti)