Acqua per uso irriguo, nuovo regolamento

Acqua per uso irriguo, nuovo regolamento


A seguito del parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni, è stato approvato il decreto ministeriale sulle “Linee guida per la regolamentazione da parte delle Regioni delle modalità di quantificazione dei volumi idrici ad uso irriguo”.
“Con l’approvazione delle linee guida – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – possiamo dare avvio al nostro piano di investimenti nel settore irriguo, che potrà contare sui primi 300 milioni di euro grazie al Programma nazionale sullo sviluppo rurale. A questi si aggiungeranno i fondi messi a disposizione dalle singole Regioni attraverso i Programmi di sviluppo rurale e quelli che saranno assegnati dal Fondo per lo Sviluppo e Coesione, nel cui contesto abbiamo chiesto una dotazione finanziaria da 400 milioni di euro per questi interventi. Il provvedimento rappresenta un tassello importante nella gestione sostenibile dell’acqua, introducendo delle innovazioni sostanziali anche per evitare gli sprechi e avere dati più esatti dell’uso di questa risorsa in agricoltura. Con questo documento, poi, diamo certezze per la programmazione degli investimenti dei Consorzi di bonifica, dei diversi Enti irrigui e delle singole imprese agricole”.

LE PRINCIPALI NOVITÀ
Il contenuto delle Linee guida attua un preciso impegno assunto dal Governo nei confronti della Commissione europea, all’atto dell’approvazione dell’Accordo di partenariato del 29 ottobre 2014, da cui discendono tutti i fondi strutturali comunitari per il periodo 2014 – 2020.
SISTEMA UNITARIO DI MONITORAGGIO NAZIONALE DEI CONSUMI IDRICI
Il documento approvato prevede una modalità unitaria a livello nazionale di monitoraggio dei volumi idrici prelevati, impiegati a fini irrigui e restituiti, superando, di fatto, la frammentazione di sistemi e metodologie che, fino ad oggi, hanno reso lacunose le modalità di raccolta e analisi delle informazioni disponibili sull’uso dell’acqua irrigua.
PIÙ PRECISIONE NELLA MISURAZIONE DI PORTATA E VOLUMI IDRICI
Il documento, inoltre, dà indicazioni alle Regioni e alle amministrazioni pubbliche su dove e con che modalità inserire i misuratori di portata e di volume, con specifico riferimento ai contesti territoriali e alle strutture organizzative presenti sul territorio, in coerenza con la normativa europea sulle acque. Laddove risulta tecnicamente impossibile o economicamente svantaggioso procedere all’installazione di adeguati misuratori, le informazioni relative ai volumi vanno integrate con stime la cui metodologia, sarà scientificamente validata e condivisa dai soggetti interessati.
GRUPPO DI LAVORO INTERMINISTERIALE DEDICATO
Il documento approvato è stato predisposto da un gruppo di lavoro composto, oltre che dal Ministero delle politiche agricole, dal Ministero dell’ambiente, dalle Regioni e Province autonome, dalle Autorità di gestione dei distretti idrografici, dal CREA, dall’ISTAT, dall’ANBI e con la collaborazione delle Associazioni di categoria agricola, che continuerà ad operare per accompagnare la fase di recepimento regionale e di monitoraggio delle informazioni.