Godega di Sant'Urbano, Bottega festeggia l'ingresso nelle Città del Vino

Godega di Sant'Urbano, Bottega festeggia l'ingresso nelle Città del Vino


FESTA DELLA VENDEMMIA: L'AZIENDA BOTTEGA ABBRACCIA LA LIRICA
E FESTEGGIA L'INGRESSO DEL COMUNE DI GODEGA DI SANT'URBANO (TV)
NELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTA' DEL VINO

La “lezione concerto” del duo artistico sarà preceduta dalla rappresentazione della vendemmia in costumi settecenteschi e da una conferenza stampa dedicata all’ammissione del Comune di Godega Sant’Urbano nell’associazione delle Città del Vino.
Venerdì 11 settembre 2015, ore 17,00
Villa Rosina sede Bottega – Vicolo Aldo Bottega, 2 – Bibano di Godega (TV)

La Festa della Vendemmia Bottega, edizione 2015, vedrà il suo clou in una “lezione concerto” di musica lirica tenuta da Chiara Isotton, giovane ed emergente soprano bellunese, che ha recentemente cantato alla Scala di Milano e si è esibita con successo in Asia.

L’artista, accompagnata al pianoforte dal Maestro Federico Brunello, alternerà un repertorio classico, tratto da Verdi, Puccini e Mascagni, a una ristretta selezione di pezzi di musica da camera. Il concerto didattico si terrà alle 19 a Villa Rosina e avrà come quinta d’eccezione la casa colonica del XVIII secolo, sede dell’azienda Bottega, e la distilleria con gli alambicchi in rame in evidenza.

Negli stessi spazi aziendali Bottega ospiterà una conferenza stampa del Comune di Godega Sant’Urbano per annunciare un importante traguardo raggiunto, ovvero l’ammissione dello stesso comune nell’Associazione Nazionale Città del Vino. Il Sindaco Alessandro Bonet, che sarà presente insieme ai titolari delle imprese vitivinicole godeghesi, darà ufficialmente la notizia alla stampa, illustrando le opportunità turistiche, commerciali e di immagine per l’intero territorio.

Nel tardo pomeriggio i figuranti della Compagnia de Calza di Venezia, che indosseranno gli storici costumi veneziani del ‘700, raccoglieranno i grappoli d’uva. Questa affascinante e goliardica vendemmia si concluderà con la pigiatura nei tradizionali tini di legno. In questo caso le protagoniste saranno alcune ragazze, anch’esse abbigliate con costumi a tema, che pigeranno a piedi nudi le uve raccolte.

Questa tradizione, particolarmente diffusa nelle campagne venete fino al secondo dopoguerra, si traduceva in una festa contadina nel corso della quale nascevano amicizie, amori, passioni. L’assaggio del primo mosto derivante dalla spremitura era riservato al mezzadro che, nel corso dell’intera annata agricola, si occupava della coltivazione dei campi e gestiva l’andamento della casa colonica. 

La serata si concluderà con una cena all’aperto, nel corso della quale i compari de Calza rievocheranno le suggestioni della Serenissima Repubblica di Venezia con poesie inneggianti al vino e con citazioni erudite.

INFO: Giovanni Savio – Bottega Spa. - Tel: 0438-406801 – savio@alexander.it