Bioenergie: una potenzialità enorme per le fonti alternative

Bioenergie: una potenzialità enorme per le fonti alternative


"Se venissero sfruttate le enormi potenzialità che in base a calcoli attendibili l'Europa vanta riguardo la produzione di biometano, non avremmo più bisogno di approvvigionarci altrove". Così Sergio Piccinini, ricercatore del Crpa (Centro ricerche produzioni animali) di Reggio Emilia, nel suo intervento di ieri al convegno sulle opportunità che il biometano offre alle aziende agroozootecniche, evento svoltosi nella seconda giornata di Bioenergy Italy in corso a CremonaFiere fino a oggi. Per l'Italia, tra 'altro, il decreto emanato a dicembre 2013 dà il via libera alla produzione del biometano e prevede tre diversi sistemi incentivanti; per l'Italia, secondo i dati elaborati dal Cib (Consorzio italiano biogas) il valore potrebbe arrivare a 8 miliardi di mc/anno. Una potenzialità, a livello europeo, che stima una produzione oscillante tra i 150 e i 250miliardi di mc/anno.

Pur in mancanza dei decreti attuativi da parte del Gse e dell'Autority per l'Energia Elettrica, il recente decreto che, di fatto, ha sbloccato il meccanismo degli incentivi per la produzione di biometano, ha finalmente spianato la strada a quello che potrebbe essere ritenuto l'ultimo miglio nel settore della produzione di biogas e della digestione anaerobica in particolare.

"Al momento sarebbe azzardato fornire valori certi sull'entità degli incentivi - ha affermato Sofia Mannelli presidente di Chimica Verde Bionet - perché i calcoli richiedono ancora costi su determinati parametri che non abbiamo. Intanto però abbiamo ottenuto il decreto, che prevede una durata ventennale degli incentivi e tre sistemi incentivanti. Il primo riguarda l'immissione in rete, il secondo l'autotrazione, il terzo la cogenerazione ad alto rendimento. Per il primo poi, è previsto un ulteriore bonus del 50% qualora la produzione di biometano venga assicurata da soli sottoprodotti e/o rifiuti".

In Puglia esistono solamente 12 impianti di biogas, nella sola provincia di Cremona 144. Una differenza che il decreto sul biometano potrebbe ridurre. "Bisogna partire da due numeri che ritengo fondamentali - ha insistito Piero Gattoni, presidente del Consorzio italiano biogas (Cib) - negli ultimi 4 anni il mondo agricolo ha investito nella digestione anaerobica ben 3 miliardi di euro. Ecco spiegato il motivo per il quale occorre considerare il decreto sul biometano una grande opportunità di sviluppo per il comparto primario anche in quelle regioni del Sud dove la produzione di biogas, a differenza del Nord, è praticamente inesistente. Pensiamo alla Puglia dove si contano 12 impianti o addirittura alla Sicilia dove se ne conta uno solamente. Una differenza abissale anche con la sola provincia di Cremona dove addirittura ne esistono 144".

Al termine del convegno è toccato a Giuseppe Castiglione, sottosegretario al Ministero per le Politiche agricole con delega alle agroenergie, tirare le somme di una mattinata dove sono emerse le potenzialità offerte dalla produzione di biometano ma anche le inevitabili criticità con cui confrontarsi. "Dopo oltre tre anni di attesa - ha precisato - è stata per me una grande soddisfazione riuscire ad emanare il decreto a pochi mesi dalla mia nomina. Adesso è giusto che la politica continui a fare la sua parte e per quello che mi compete il mio impegno primario sarà quello di potenziare la delega rafforzando al contempo il dialogo con tutti gli attori coinvolti affinché si arrivi a una autentica e doverosa valorizzazione dell'agricoltura italiana".

Sempre sul fronte delle bioenergie, ecco otto aziende agricole e altrettante imprese del settore industriale protagoniste del Progetto CR 2050, un'iniziativa innovativa nata a Cremona che punta a creare nuovi e interessanti scenari per il futuro degli agricoltori: le cosiddette bioraffinerie. “Le aziende che fanno parte del Progetto – ha spiegato Susanna Larocca, direttore tecnico di Sogis, azienda oleochimica di Cremona inserita nel  gruppo di aziende coinvolte – sono tutte situate nel Nord-Centro Italia e per quello che riguarda la parte industriale sono impegnate nella raffinazione degli oli, nella produzione di biodiesel, nell'oleochimica, nella realizzazione di impianti destinati a produrre biogas e biometano. Il gruppo di aziende agricole, invece, coinvolge prevalentemente il territorio cremonese. Oggi le indicazioni che arrivano dall'Europa, relativamente alla produzione di energia ottenuta da fonti rinnovabili, sono state riviste al rialzo. Infatti, al 2030, le emissioni di gas climalteranti dovranno registrare una riduzione del 40% mentre il consumo di energia proveniente dalle rinnovabili dovrà arrivare almeno al 27%. Il Progetto CR 2050, tra gli altri obiettivi, potrà rispondere a questa richiesta perché è nato come piattaforma verticale volta a sviluppare la possibilità di conciliare le esigenze del settore primario e di quello industriale per favorire e accrescere quella rivoluzione culturale che la UE sta promuovendo con la bio-based economy. Si tratta di una notevole opportunità di crescita che vede come enti promotori il Comune diCremona, l'Associazione industriali della città e Confagricoltura”.

Attraverso le bioraffinerie sarà possibile sostituire le frazioni chimiche che derivano dal petrolio con prodotti derivati da scarti e/o sottoprodotti dell'industria alimentare con un evidente vantaggio ambientale. In questo ambito si inserisce a pieno titolo il Progetto Rete di Imprese che da circa un anno è stato implementato da Confagricoltura. “La normativa sul Contratto Reti di Impresa – ha spiegato Cristina D'Arienzo di Confagricoltura – ha subito dal 2009 al 2013 numerose evoluzioni. Si tratta di un contratto che prevede la collaborazione tra due o più imprenditori, il cui obiettivo deve essere l'innovazione e la competitività. Indubbi i vantaggi che ne possono derivare in termini di costi, marketing, crescita di fatturato, ingresso in nuovi mercati, maggiori possibilità di reperire capitale. Per ottenerli però, è indispensabile elaborare il progetto economico che si intende perseguire”.