Turismo: 20 anni senza

Turismo: 20 anni senza


E’ disponibile nella sezione “Studi e Ricerche” il rapporto di ricerca ”Turismo: 20 anni senza”, recentemente presentato a Roma al Ministro Dario Franceschini ed al Segretario Susanna Camusso nel corso dell’evento Jobart organizzato da Filcams Cgil.

Nel testo, curato da Stefano Landi presidente SL&A Turismo e Territorio, sono sintetizzate le risposte ad alcune delle questioni più attuali del nostro turismo, come ad esempio, “perché non abbiamo un Ministero?”.

C’è poi una analisi della promozione turistica nazionale, che dimostra come il problema non siamo tanto le risorse destinate all’ENIT, quanto la scarsa convergenza delle politiche regionali. Regioni che hanno preteso ed ottenuto ogni autonomia, ma l’hanno poi utilizzata “in ordine sparso”, soprattutto senza occuparsi della casa comune costituita dalla Marca Italia e dall’immenso patrimonio di notorietà, reputazione e desiderio che rappresenta per tutto il Paese.

La ricerca racconta anche dei tentativi che si sono succeduti di riportare al centro competenze e risorse, e del fallimento dei sistemi turistici locali previsti per legge nel 2001. E, quindi, del vuoto di governance che attualmente colpisce le destinazioni turistiche italiane.

Tutto questo in uno scenario di domanda interna calante, e di turisti europei e mondiali in forte crescita, e con un quadro di cambiamenti incalzanti dal lato dell’offerta ricettiva, dell’intermediazione, dei media e dei trasporti, favoriti dalla galoppante innovazione tecnologica.

Il rapporto si chiude con una analisi economica ed occupazionale del turismo: che cresce e produce lavoro, ma non occupazione, anche per effetto della terziarizzazione e di formule contrattuali sempre più flessibili: un lavoro indefinibile, instabile, irregolare, mobile e vagante.

Nella valorizzazione economica e produttiva dei beni culturali viene indicata una possibile via di uscita in avanti: una cultura che già oggi è il principale motore turistico del Paese motivando il 58% della domanda estera, e che contiene ancora in sé “una prateria di opportunità per crescere”.