Nasce l'Itinerario della Strada della Vite ad Alberello di Pantelleria

Nasce l'Itinerario della Strada della Vite ad Alberello di Pantelleria


A un anno dall'inserimento della vite ad alberello nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, il Comune di Pantelleria rilancia una serie di iniziative per la promozione e la diffusione di questa pratica agricola: un mix strategico di paesaggio, agricoltura, benessere ed energia, per attrarre risorse, turismo, innovazione e salvaguardare l'identità culturale di un sistema rurale unico nel Mediterraneo. Pantelleria è, infatti, un territorio assolutamente peculiare per le caratteristiche paesaggistiche e culturali che nel tempo ne hanno forgiato l’identità e che deve la propria unicità al connubio indissolubile tra natura e uomo, un sistema rurale fortemente antropizzato, con una biodiversità e un’agricoltura d’eccellenza che pochi luoghi possono vantare.

Qui, circondata da giardini arabi e dammùsi (le tipiche abitazioni pantesche), si pratica una viticoltura eroica in un ambiente impervio, solcato da terrazzamenti e muretti a secco in cui lo Zibibbo (Moscato d'Alessandria) cresce allevato dal vento (il nome arabo dell'isola significa appunto ”figlia del vento”) e dalla mano paziente del contadino pantesco. La pratica agricola, da sempre tramandata oralmente dagli anziani ai più giovani, si basa sulla creazione di buche nel terreno profonde circa 20 centimetri e vede il vigneto prendere forma di piccoli alberelli all'interno di queste conche, al fine di poter carpire le scarse risorse idriche (umidità e acqua piovana) presenti nel terreno e ripararsi dalle forti “soffiate” di scirocco e di greco levante. Dai grappoli, così faticosamente strappati al clima sfavorevole e sapientemente lavorati dall'uomo, si ottiene un vino, il Passito dolce naturale, che ha avuto la forza di esprimere punte di vera eccellenza, ottenendo importanti riconoscimenti dalla critica enologica internazionale tra i quali quelli de La Selezione del Sindaco.

Particolarmente importante è allora la nascita dell'Itinerario della Strada della Vite ad Alberello, un circuito di 37 chilometri che, attraversando tutta l'isola, permette a turisti e visitatori di conoscere la complessità del contesto produttivo svelandone le interazioni suolo-clima-esposizione, le tecniche di allevamento e le pratiche colturali che intervengono nella gestione dell'alberello. Con l'obiettivo di intercettare la domanda di nicchia ma qualificata del turismo d'interesse culturale ed enologico.

Recentemente presentato al Passitaly dal Sindaco Salvatore Gabriele e dall'Assessore all'Agricoltura Graziella Pavia insieme all'ideatrice del progetto, l'architetto Giorgia De Pasquale, e a Dario Cartabellotta, Commissario unico del Cluster Bio-Mediterraneo di Expò 2015 e promotore del riconoscimento UNESCO, il percorso parte dal castello medioevale e si sviluppa lungo la strada Panoramica, le contrade di Grazia, Buccuram e Sibà, fino alle due grande pianure di Monastero e Ghirlanda. Da qui sale a Mueggen, riscende per la contrada di Kamma, si dirige verso Kania e infine passando per la Perimetrale sud arriva a Martingana e Balata dei Turchi.

A questo itinerario, percorribile in auto, si agganciano due anelli ciclo-pedonali. Il primo, caratterizzato da una vista privilegiata sul Lago di Venere e della Montagna Grande, inizia a nord-est dell'isola, passa per Bugeber e Tikirriki e si ricollega a Mueggen passando per Kuddia Randazzo, per poi scendere a Kamma e risalire sulla strada Perimetrale. Il secondo si snoda nella zona sud dell'isola, prosegue per la Perimetrale all'altezza di Dietro Isola, risale per Rekale e confluisce nell'itinerario carrabile a Ghirlanda passando da Barone e Montagnole.

Molte informazioni sono disponibili online su una piattaforma digitale interattiva in cui è visibile in tempo reale l’itinerario su varie scale, la propria posizione lungo il percorso e vari temi di approfondimento, anche attraverso i QR code stampati sulla segnaletica. Si possono, per esempio, visualizzare sul proprio cellulare le foto storiche che negli anni Sessanta ritraggono lo stesso paesaggio che si sta osservando in quel preciso punto, offrendo un confronto a 50 anni di distanza.

Tra i soggetti coinvolti figurano molte aziende impegnate a produrre con qualità e nel rispetto dell'ambiente, come Dietro L’Isola, Salvatore Murana, Coste Ghirlanda, Donnafugata, Marco De Bartoli Bukkuram e Azienda Agricola Emanuela Bonomo oltre ad altre aziende del territorio tra cui la Cooperativa dei Capperi di Pantelleria e gli olivicoltori, perché - come ha dichiarato Salvatore Gabriele - “occorre che tutti facciano la loro parte dal momento che il nostro futuro passa dalla capacità di esprimere una nuova "consapevolezza" del valore della nostra identità rurale, culturale e del paesaggio. Pantelleria può giocarsi una partita di esemplarità senza eguali. Questo passaggio storico è fondamentale per trasferire ciò che ci viene dal passato in un presente e, soprattutto, in un futuro dove le nuove generazioni trovino condizioni di qualità della vita allineate ad altri territori “felici e carichi d’identità”, dove la viticoltura d’eccellenza è diventata un fattore attrattivo di successo, qualificante, riconosciuto”.

Il riconoscimento UNESCO sia della Dieta mediterranea che dell’Alberello pantesco hanno d'altra parte segnato una svolta epocale per la Sicilia, l’Italia e tutta l’area del Mediterraneo, attribuendo all'agricoltura un valore qualificante del nostro stile di vita e approccio al futuro che resta ancorato alla nostra cultura e a ciò che la rappresenta, come sottolinea Dario Cartabellotta che prosegue dicendo: “Nel vino abbiamo storia, cultura, territorio, uomini e da questi elementi deriva il miglior marketing in grado di avere successo. Pantelleria è quindi un prodotto dell’uomo e della cultura”.

Non possiamo che esprimere grande soddisfazione per gli importanti risultati raggiunti da Pantelleria negli ultimi anni (dal riconoscimento UNESCO alla targa “Top Rated” nella categoria “Turismo del vino” di Paesi OnLine.it fino al rilievo riconosciutole all'interno dell’Esposizione Universale, solo per citarne alcuni) - ribadisce Paolo Benvenuti, Direttore Generale delle Città del Vino e Presidente dell'Associazione Internazionale Iter Vitis - “Questa storica Città del Vino (è associata dal 1994) è tra le più importanti proprio per l’alto valore culturale rappresentato dalla sua specifica viticoltura, la cui tradizione è davvero millenaria. L’Italia del vino è un simbolo universalmente riconosciuto e l’attività agricola che sta dietro ai successi enologici è un valore che va tutelato e promosso adeguatamente. Mappare, proteggere e valorizzare la storia e il paesaggio vitiviticolo in quanto patrimonio materiale ed immateriale della comunità e componente essenziale dell'identità di un territorio, sono gli obiettivi primari di Iter Vitis ed è per questo motivo che ci auguriamo che l'isola pantesca possa a breve divenire il primo Itinerario Culturale della Vite e del Vino siciliano”. (di Alessandra Calzecchi Onesti)