Il Piano Regolatore delle Città del Vino

Responsabile Progetto: Stefania Becherucci

S'intende per Piano Regolatore delle Città del Vino la parte strutturale del principale strumento comunale di governo del territorio, così come è venuto maturando nella riflessione delle Città del Vino, strumento che si misura con la sfida di governare tutto il territorio in modo coerente e sostenibile, a partire dal riconoscimento del valore del "sistema vigneto" e della sua intrinseca fragilità.

Il PRCV propone, fin dall'inizio, una piccola "rivoluzione copernicana": il piano non si pone più l'obiettivo di trovare un posto a tutte le esigenze urbane, ma di capire quali esigenze possano essere soddisfatte dal territorio ed a quali condizioni. In altra parole, si tratta di identificare la capacità di carico del territorio ed a questa commisurare i progetti di sviluppo. È il territorio che detta le regole alla società, non più il contrario. 

Il PRCV riconosce che la campagna esprime valori almeno pari rispetto alla città, dunque la campagna non è più una categoria residuale e subalterna rispetto alle esigenze urbane, ma ha pari dignità e pari diritti. Una delle prime indicazioni, infatti, è di frenare e contenere l'indiscriminata espansione urbana, di indirizzare lo sviluppo urbano più sulla sostituzione che sull'espansione, più sulla qualità che sulla quantità.

Serve anzitutto un uso della conoscenza più esteso e approfondito:

- identificare anzitutto i territori più adatti alla viticoltura;

- proteggerli da localizzazioni incongrue (discariche, aree industriali a forte impatto, espansione urbana indiscriminata);

- identificare le vulnerabilità dei suoli agrari - in uso o potenzialmente tali - per elaborare norme di comportamento virtuoso in grado di assicurare l'uso sostenibile del territorio agricolo (le buone pratiche da elaborare CON i viticoltori), essenzialmente controllo dell'acqua (controllo dell'erosione, regime idrico del vigneto, anche in rapporto ai cambiamenti climatici);

- studiare modi non conflittuali per inserire le localizzazioni compatibili (infrastrutture, cantine, residenza, rurale e non).

Un altro elemento portante del PRCV è il rapporto con la popolazione e i produttori: nulla di serio si può fare se non si ascoltano e coinvolgono attivamente gli abitanti e gli agricoltori, primi depositari di saperi e autori/attori del territorio e del paesaggio. Tanto più alla luce della Convenzione europea del paesaggio, che riconosce il ruolo fondamentale della "percezione”.

Nel 2007 l’Associazione Nazionale Città del Vino ha intrapreso un’azione ampia e articolata per arricchire il Piano Regolatore delle Città del Vino con specifici contenuti in tema di paesaggio, di misure d’adattamento al deterioramento climatico, d’aggiornamento delle tecniche per gestire il vigneto, di qualità dell'architettura rurale e dei riflessi che tutto ciò ha sul governo del territorio. 

Il “progetto paesaggio” è il primo ad essere attivato, proponendosi di arricchire di contenuti specificamente paesaggistici il metodo per il Piano Regolatore delle Città del Vino, fornendo ai Comuni indicazioni operative per integrare stabilmente ed efficacemente il paesaggio negli strumenti comunali. Nel 2009 viene pubblicato “Vino e Paesaggio. Materiali per il governo del territorio”. Un lavoro messo a disposizione degli urbanisti, ma soprattutto di amministratori locali e di produttori, alla luce di una coscienza e un'attenzione molto maturata nel decennio precedente.

Nel 2011 Città del Vino affronta il cogente tema delle fonti di energia rinnovabile: fotovoltaico, eolico, biomasse. Pubblica “Risolvere il conflitto tra usi agricoli e usi energetici del suolo agrario”. Il punto di vista è sempre quello dell'amministratore locale. Amministrare e pianificare significano sciogliere le contraddizioni, trovare equilibri virtuosi, perseguire modelli di convivenza sempre più civili e avanzati, benessere sostenibile.

Il Concorso per il Miglior Piano Regolatore delle Città del Vino

Il Concorso, un'iniziativa di Associazione Nazionale Città del Vino e INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), ha cadenza bennale. È rivolto ai Comuni e agli Enti territoriali che si sono dotati di uno strumento di pianificazione territoriale ed urbanistica attento ad uno sviluppo sostenibile del territorio e nel quale assume rilievo la pianificazione delle zone di pregio vitivinicolo. I contenuti del piano devono essere in linea con le "Linee Metodologiche del Piano Regolatore delle Città del Vino".

Il concorso vuole richiamare l’attenzione degli Amministratori di Comuni ed Enti territoriali, dei produttori, dei cittadini e dei pianificatori sulla tutela e la valorizzazione delle aree di pregio per la produzione vitivinicola, sotto il profilo idrogeologico, ambientale, paesaggistico, energetico produttivo ed economico, nonché sul recupero, riuso e valorizzazione del complesso delle strutture edilizie connesse alla produzione, commercializzazione e diffusione della cultura in ambito enologico e vitivinicolo. L’Associazione Città del Vino, sulla base delle valutazioni della giuria, conferisce il premio sotto forma di attestato con la possibilità di utilizzare il logo appositamente creato. La premiazione avviene in occasione di Urbanpromo, l'evento annuale di urbanistica organizzato da Urbit. 

L’intento è anche quello di contribuire alla diffusione di buone pratiche, in quanto termini di riferimento per il perseguimento di ulteriori progressi nella pianificazione di territori vitivinicoli.

I precedenti vincitori sono:

- 2008 ex equo Comune di Castelnuovo Berardenga (SI) e Comune di Sizzano (NO)

- 2009 riconoscimento speciale al Comune di San Martino sulla Marrucina (CH)

- 2010 Comune di Bomporto (MO)

- 2012 Comune di Pramaggiore (VE)

- 2013 (edizione speciale) Comune di Castelvenere (BN)

 

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