Comune di Barile

  • Telefono: 0972 770593
  • Fax: 0972 770726
  • Sitoweb: Barile
  • Socio dall'anno: 1987
  • Sede Amministrativa
    Via Carlo Alberto dalla Chiesa 85022 Barile (Potenza)

Origine del nome

Non si conosce con esattezza l'origine del nome del comune. Alcuni ritengono che derivi da Barrale o Barelium, termine che indicava i dazi sui greggi. Altri credono che venga dai barili di legno, usati per conservare il famoso vino coltivato nella zona (Aglianico del Vulture). A dimostrazione di ciò è il suo stemma, che illustra un barile fra due alberi d'abete e un grappolo d'uva.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 2815
  • Santo Patrono: Santa Maria di Costantinopoli - martedi dopo Pentecoste
  • PEC: sindaco.comunebarile@pec.it
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Antonio Murano


Storia

La zona di Barile fu popolata in tempi antichi da una colonia di greci, che però abbandonò in seguito il luogo. Dopo la caduta di Scutari nel 1477 e, dopo la caduta della fortezza di Corone, città albanese della Morea, nel 1532, la regione del Vulture venne popolata dalle ondate di gruppi di albanesi che fuggivano dalle invasioni turche. Questa e ricordata nella storia delle colonie albanesi come la quinta migrazione e risale agli anni 1533-1534. La prima colonia greco-albanese, detti "Arbëreshë", arrivò nella zona probabilmente nel 1477 e fu soprannominata dalle popolazioni locali colonia di Clefiti. La seconda colonia, definita dei "Coronei" perché provenienti daCorone, arrivò intorno al 1534, dato che la loro città di origine fu abbandonata a seguito di una pestilenza. La seconda ondata di profughi si stanziò sulla stessa collina scelta dagli Arbëreshe precedenti. La terza colonia giunse nel 1597 ed era composta da, approssimativamente, trenta famiglie di Coronei provenienti da Melfi, stanziatisi a Barile dopo numerose ostilità con la popolazione melfitana, mentre la quarta colonia arrivò all'incirca nel 1675, quella dei "Mainotti", così chiamata perché provenienti da Laconia e da Maina, l'antica Leuctra. Furono chiamati anche "Camiciotti", per via della camicia nera che indossavano. Nell'anno 1664, la popolazione di Maida in Albania, dopo una ribellione ferocemente domata dai turchi, migrerà verso Barile già popolata da albanesi dando vita alla sesta migrazione. Feudo prima dei Caracciolo e dopo dei Carafa, mantenne il rito greco fino al XVII secolo, anche se conserva ancora alcuni riti di origine ortodossa e costumanze albanesi d'origine. Nel 1861 il paese divenne parte integrante del brigantaggio lucano, avendo come personaggi di spicco Michele Volonnino e Caporal Teodoro, uomini fedeli a Carmine Crocco che si opposero al governo sabaudo di Vittorio Emanuele II che si era da poco insediato. Il 23 luglio 1930, Barile (come tutta l'area del Vulture) venne danneggiata da un forte terremoto (terremoto del Vulture), che colpì le province di Avellino e Potenza. (Fonte: www.comune.barile.pz.it)

Feste

19 marzo - Festa di San Giuseppe

Venerdì Santo - Via Crucis con personaggi viventi.

13 giugno - Festa Patronale della Madonna di Costantinopoli

13 giugno - Festa di Sant'Antonio nella Parrocchia di San Nicola Vescovo.

15 giugno - Benedizione del pane e degli animali domestici davanti alla Chiesa dei SS. Attanasio e Rocco

24 giugno- Battesimo delle bambole

29 giugno - Festa in onore di S. Pietro e Paolo (R. Stazione)

16 luglio - Festa in onore della Madonna del Carmine (R. Convento)

15/16 agosto - Festa dell'Assunta e di S. Rocco

17, 18, 19 agosto - Cantinando

Seconda settimana di Settembre "Tumact Me Tulez e prodotti tipici" 

21 dicembre - Presepe vivente

Informazioni Turistiche

Il centro storico con le sue caratteristiche strade è una delle mete di Barile. Archi, portali, strade lastricate in pietra caratterizzano molto il paese. Importante è la Fontana dello Steccato, con le sue figure apotropaiche.

Architetture religiose

La chiesa della Madonna di Costantinopoli (protettrice di Barile) fu probabilmente costruita nella metà del XVII secolo. Secondo la tradizione, la Madonna indicò ad un contadino mentre sognava il luogo dove scavando avrebbe trovato dipinto sul tufo la sua immagine. L'edificio conserva un affresco murale della Madonna, in stile bizantino del XIV secolo.

Alla protettrice della città è dedicata anche la Chiesa Madre, ove si trova invece un dipinto bizantino del XV secolo, che rappresenta la Madonna di Costantinopoli ed una tela del XVII secolo, raffigurante la Madonna trafitta da sette stilette.

La Chiesa di Sant'Attanasio e San Rocco fu costruita probabilmente nel 1640, come risulta dal quadro addosso alla volta soprastante la volta maggiore, sotto la vigilanza del signor Raffaele Daniele, il più anziano della Confraternita. I terremoti del 1931 e del 1980 procurarono ulteriori danni alla struttura, più volte restaurata. All'interno della chiesa si conservano quattro dipinti del 1640 di scuola napoletana. Una tela di scuola napoletana, raffigurante la Madonna del Carmine, realizzata sul finire del Settecento è conservata nella chiesa dell'ex convento dei carmelitani di Santa Maria del Carmine.

La Chiesa di San Nicola custodisce una tela, raffigurante l'annunciazione, del 1464 ed un altro dipinto del pittore Girolamo Bresciano del Seicento. Nella piazza della città si trova la fontana dello Steccato, costruita nel 1713. Il monumento raffigura tre teste con figure apotropaiche che, secondo la stessa etimologia, dovevano tenere lontane dalla fontana influenze magiche e maligne. Nella parte superiore è visibile uno stemma ove è scolpita la Madonna di Costantinopoli con il Bambinello.

Architetture civili:  Palazzo De Rosa, Palazzo Caracciolo, Palazzo Frusci, Palazzo Piacentini (con stemma cinquecentesco), Palazzo Bozza

Sheshë:  A nord-est del paese, alle spalle delle cantine, c'è il "Sheshë", un massiccio collinare caratterizzato da una miriade di grotte scavate nel tufo ed adibite, nel passato ed oggi in misura minore, a depositi per la custodia del vino. A valorizzare lo scenario dello Sheshë fu Pier Paolo Pasolini nel 1964. Il regista e scrittore girò qui alcune scene del film Il Vangelo secondo Matteo sullo sfondo naturale delle cantine, probabilmente ispirato dall'aspetto geofisico del paesaggio lucano e di Barile in particolare, forse simile per molti aspetti a quello palestinese o da analogie di carattere socio-economico e psicologico. Pasolini girò proprio in questi luoghi e particolarmente nelle grotte scavate nel tufo della collina, che furono le prime abitazioni degli esuli albanesi in fuga dal dominio ottomano. Nel mese d'agosto si svolge tra queste Cantine un evento culturale dal nome "Cantinando Wine & art", in cui varie forme d'arte come musica, pittura, cinema, scultura si incontrano con l'Aglianico e diversi prodotti gastronomici tipici della zona.

Denominazioni collegati

Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: VULTURE
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Venosa, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza

Enti Interessati
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Doc aglianico del vulture

Aglianico del Vulture Superiore

Aglianico del Vulture Superiore

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: VULTURE
Tipo denominazione : DOCG
Enti Collegati
Comune di Venosa, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza

Enti Interessati
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Denominazioni_671

Basilicata

Basilicata

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: MATERANO E VAL D'AGRI, VULTURE
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Roccanova, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza, Comune di Venosa, Comune di Viggiano

Enti Interessati
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