Comune di Faedo

  • Telefono: 0461 650133
  • Fax: 0461 651135
  • Sitoweb: Faedo
  • Socio dall'anno: 2017
  • Sede Amministrativa
    Via S. Agata 5 38010 Faedo (Trento)

Origine del nome

L’etimologia del nome, dal latino fagus "faggio" con l'aggiunta del suffisso -?tum ("faggeto"), è testimoniata anche dallo stemma, dolce ed austero al tempo stesso: rami d'albero a simboleggiare l'essenza del luogo (fagetum - paese dei faggi), due falci incrociate e un martello a ricordare le origini di fatica e lavoro, un tenero cigno bianco per l'orgoglio di mantenere da secoli il proprio territorio esteso verso valle fino al contatto con la piana dell'Adige e con la sua ricchezza d'acqua.  Documentato dal 1196 nelle forme de Faedo e Faedum e poi anche come Faiedum e Faye,  negli antichi documenti in lingua tedesca veniva chiamato Vaid o Welsch Vaid (welsch significa "non tedesco", allusione all'etnia della comunità).

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 625
  • Altitudine: 591
  • Superficie: 10,68 km²
  • Santo Patrono: Sant'Agata - 5 febbraio
  • Codice ISTAT: 022080
  • Codice Catastale: D457
  • Prefisso: 0461
  • PEC: comune@pec.comune.faedo.tn.it
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Carlo Rossi


Storia

Nell’anno 98 d.c. genti germaniche... sempre battute e mai dome, guidate dal loro re Koels, s’erano fortificate nella rocco di Konisberg, col proposito d’invadere l’Italia. Incontratesi con Domiziano Lucatio Catullo, comandante romano furono battute, presa la fortezza ed il loro re fatto prigioniero. La prima citazione certa di Faedo ricorre verso la fine del VI secolo quando i Franchi penetrando dalle Alpi ingaggiarono battaglia con i longobardi nel campo Rotaliano (584 d.c.). Nel 1243, fu ricostruito Castel Monreale o Konigsberg sul dosso tra Faedo e San Michele a/A, in cui si celebrò, secondo la leggenda, alle idi di marzo del 589 il connubio tra Autari re dei Longobardi e Teodolinda figlia di Gariboldo, il re cattolico di Baviera. L’insediamento dei coloni. Notevole fu lo sviluppo del borgo a partire dal XII - XIII secolo quando si realizzarono, come in molte altre regioni europee, le ingenti opere di disboscamento, che determinarono l’immigrazione di coloni (runcatores) ad occupare vaste aree forestali. Nella zona collinare che si estende a nord di Trento tra Lavis - Pressano e Faedo questo fenomeno fu d’entità notevole, sollecitato dai conti del Tirolo (giurisdicenti a Konigsberg dal 1293), in sinergia con i monaci presenti nella prepositura di San Michele e determinò un ingente afflusso di manodopera. Quest’insediamento si realizzò in maniera decentrata a partire dall’occupazione dei masi sparsi sulle colline, di proprietà ecclesiastica e nobiliare. La terra fu data da lavorare ai coloni tedeschi in contratto d’enfiteusi, contratto che a fronte del pagamento di un modesto canone d’affitto indusse il contadino a produrvi interventi volti a migliorare lo stato delle campagne quali l’impianto di viti, di alberi a frutto etc … Infatti, l’enfiteusi s’impose per porre un freno al degrado a cui andava incontro la campagna, non essendo la servitù della gleba in grado di coltivarla adeguatamente. …. I motivi per cui furono eseguiti massicci disboscamenti non vanno ricercati solo nella destinazione agricola del suolo dissodato, ma furono dettati anche dal crescente fabbisogno di legname richiesto dall’attività estrattiva, assai fiorente in loco, che lo utilizzava sia per la costruzione delle impalcature che per alimentare i forni di fusione dei metalli. ... Il fiorire di questa attività e la necessità di scambiare le merci furono sicuramente uno stimolo per l’adeguamento della viabilità locale, peraltro già soddisfacente. Faedo si trovava, infatti, nelle vicinanze di una importantissima via di comunicazione; transitava, infatti, per l’abitato di San Michele, Burgum Cunispergi, l’antica via imperiale romana Claudia Augusta Altinate, aperta 45 d.c. che congiungeva il Po al Danubio. Fu sicuramente durante i ripetuti transiti attraverso questa strada che i romani conobbero, apprezzarono e portarono nella capitale il vinum Rhaeticum, prodotto nelle vallate delle alpi centrali ed assai conosciuto nella Roma imperiale, come testimonia Svetonio a proposito di Augusto che, pur essendo solitamente parco nel consumo di vino, maxime delectatus est Rhaetico. Un’altra via che interessò più direttamente il conoide fu tracciata in epoca medievale: si tratta della strada montana, Semita Caroli o karoli, via regia nominata nel 1053 nel Chronicon benedictoburanum in occasione della traslazione delle reliquie di S. Anastasia da Verona all’abbazia bavarese di Benedikte-uern che collegava il Piano Rotaliano con Salorno attraverso Faedo ed il Passo Spinello (Sauch) e che si raccordava alla via cembrana che portava a Segonzano e a Pergine. … Dopo la scoperta del Nuovo Mondo e la conseguente importazione di metalli nobili dal Sud America rivelatasi ben presto assai più conveniente della produzione europea, a cui si associarono, amplificandone gli effetti, il progressivo esaurimento dei filoni locali e l’avversione dei contadini di Faedo per le miniere a causa dei forni (che) ammorbavano la campagna con i loro fuochi e vapori solfistri, nel 1600 l’attività estrattiva perse definitivamente interesse, il transito e gli scambi si ridussero e di conseguenza fu ridimensionata anche l’importanza del borgo. In quest’epoca, inoltre, il Vescovo di Trento per scongiurare il pericolo dell’eresia luterana diede inizio ad una inversione culturale diluendo la presenza teutonica in Trentino. Perciò a partire dal XVI secolo a capo dell’amministrazione e nei luoghi di lavoro furono poste persone di lingua italiana in sostituzione dei tedeschi. Per rendere più efficace quest’intervento anche nelle campagne si favorirono contratti di locazione a cattolici trentini. (fonte: Falcetti Mario, "Faedo e il suo vigneto” - www.comune.faedo.tn.it)

Informazioni Turistiche

L’origine medievale del borgo, comune a quelli di numerosi comuni montani del Trentino, nati come allargamento successivo di abitazioni rurali isolate (masi di Faedo e Giovo) viene mantenuta ancor oggi, pur avendo subito, nel corso dei secoli importanti interventi di carattere architettonico e urbanistico. Tra il XVI e il XVIII secolo Faedo conobbe un notevole rinnovamento edilizio che diede al villaggio la chiara impronta rustico - signorile, che ancor oggi si può ammirare addentrandosi nei vicoletti del centro. Delle due chiese la più antica è quella dedicata a S. Agata, la cui origine è legata alla fondazione del Monastero, menzionata tra quelle "visitate" (a Pfaydum) per ordine del Cardinale Bernardo Clesio nel 1537 - 38. Successivamente, in un periodo di ammodernamento di chiese, castelli e centri urbani venne ad assumere la struttura gotico - quattrocentesca attuale. Notevole importanza nell’assetto urbanistico e nel contesto socio-economico del borgo nel corso dei secoli rivestì la costruzione del mulino alimentato dal rio Faedo, che diede il nome alla località, tuttora esistente: Molini di Faedo. Il Paese è raccolto, con le case disposte in un'antica ricerca di reciproca difesa, l'architettura umile ma dignitosa delle costruzioni, con la curiosa geografia dei dieci, cento tetti diversi: le due vie principali, sbocco di portici e passaggi ove il sole entra in rapide occasioni; ed ancora il castello monreale dalla facciata superba a dominare la valle e l'Adige che la disegna; una meravigliosa collina vitata, orgoglio di vignaiuoli famosi in tutto il mondo. L'incontro con le due chiese all'ingresso del borgo induce a serena contemplazione: l'una grande ed austera l'altra autentico gioiello di arte barocca.  Dietro la chiesetta vicino al Garnì La Ferrata, lungo la statale che porta a Bolzano, nella località Cadino inizia il sentiero di unico accesso alla "Ferrata di Cadino": il percorso dura 2 ore e comprende un sentiero di montagna con pendenza attrezzato di cordini per la protezione. Proseguendo il cammino dopo l'arrivo in quota si può raggiungere Faedo Pineta lungo una via attrezzata impegnativa e molto tecnica, con possibilità di ammirare il panorama della Piana Rotaliana e le caratteristiche montagne vicine. Ma molti altri sono gli itinerari interessanti sia nella superficie del comune che a pochi chilometri.

Denominazioni collegate

Valdadige

Valdadige

Regione di riferimento: Trentino Alto Adige
Enoregione: VALDADIGE ALTOATESINA, VALDADIGE TRENTINA, VALLI LATERALI ALTOATESINE, VALLI LATERALI DEL TRENTINO
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Volano, Comune di Trento, Comune di Rovereto, Comune di Madruzzo, Comune di Lavis, Comune di Isera, Comune di Faedo, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Bolzano, Comune di Besenello, Comune di Avio, Comune di Aldeno, Comune di Ala

Enti Interessati
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Doc valdadige o etschtaler

Trevenezie

Trevenezie

Regione di riferimento: Trentino Alto Adige
Enoregione: VALDADIGE TRENTINA, VALLI LATERALI DEL TRENTINO
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Volano, Comune di Trento, Comune di Rovereto, Comune di Madruzzo, Comune di Lavis, Comune di Isera, Comune di Faedo, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Besenello, Comune di Avio, Comune di Aldeno, Comune di Ala

Enti Interessati
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Trevenezie

Casteller

Casteller

Regione di riferimento: Trentino Alto Adige
Enoregione: VALDADIGE TRENTINA, VALLI LATERALI DEL TRENTINO
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Volano, Comune di Trento, Comune di Mezzolombardo, Comune di Madruzzo, Comune di Lavis, Comune di Isera, Comune di Faedo, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Besenello, Comune di Avio, Comune di Aldeno, Comune di Ala

Enti Interessati
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Doc casteller

Lago di Caldaro o Caldaro

Lago di Caldaro o Caldaro

Regione di riferimento: Trentino Alto Adige
Enoregione: VALDADIGE ALTOATESINA, VALDADIGE TRENTINA
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Lavis, Comune di Faedo, Comune di Cembra Lisignago

Enti Interessati
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Doc lago di caldaro

Trentino e Trentino Superiore

Trentino e Trentino Superiore

Regione di riferimento: Trentino Alto Adige
Enoregione: VALDADIGE TRENTINA, VALLI LATERALI DEL TRENTINO
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Volano, Comune di Trento, Comune di Mezzolombardo, Comune di Madruzzo, Comune di Lavis, Comune di Isera, Comune di Faedo, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Besenello, Comune di Avio, Comune di Aldeno, Comune di Ala

Enti Interessati
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Doc trentino

Trento

Trento

Regione di riferimento: Trentino Alto Adige
Enoregione: VALDADIGE TRENTINA, VALLI LATERALI DEL TRENTINO
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Volano, Comune di Trento, Comune di Rovereto, Comune di Mezzolombardo, Comune di Lavis, Comune di Isera, Comune di Faedo, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Besenello, Comune di Avio, Comune di Aldeno, Comune di Ala

Enti Interessati
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Doc trento

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