Comune di Milo

  • Telefono: 095 955423
  • Fax: 095 955160
  • Sitoweb: Milo
  • Sede Amministrativa
    Via Etnea 1 95010 Milo (Catania)

Origine del nome

Forte è l’imprinting delle acque, come è attestato, primo fra tutti, dallo storico cinquecentesco Filoteo degli Omodei di Castiglione, dal quale è verosimile che dipendano tutti gli altri anche riguardo al nome che ne deriva al paese, quando scrive nella sua “Aetnae Tipografia”: “C’è un’altra sorgente d’acqua dolce e limpida [...] verso sud est, nel bosco; questa sorgente dal colore nero della terra dove scaturisce dal greco ha nome Melan, dagli etnei comunemente è chiamata Milo”. Altra ipotesi, non implausibile, ma non confortata finora da documenti, è che “Milo” derivi da “mulino”.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 1066
  • Altitudine: 720
  • Superficie: 16.67
  • Santo Patrono: Sant'Andrea
  • Codice ISTAT: 87026
  • Codice Catastale: F214
  • Prefisso: 95
  • PEC: protocollo@pec.comune.milo.ct.it
  • Zona Sismica: 2
  • Zona Climatica: C
  • Gradi Giorno: 1337
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Alfio Cosentino


Storia

Possiamo sintetizzare in due periodi la narrazione delle vicende storiche di questo paese: dalle origini alla fine del Seicento, quando ne abbiamo qualche cenno, come priorato, in studi generali od ecclesiastici; e dal Settecento ad oggi, quando abbiamo i documenti parrocchiali, atti e “riveli”, dati di nascite e morti, ed eventi che riguardano la comunità, oltre a echi e rimandi, per generazioni, di testimonianze orali e tradizioni. Nella sua opera Sicilia Sacra [1793], Rocco Pirro, richiamandosi a Tommaso Fazello, parla della “Chiesa e Priorato di S. Andrea dell’Acqua di Milo [...] fondato da Giovanni Infante di Aragona”, e lo dice “così chiamato dalla rinomata fonte di acqua che da lì esce”. L’Abate benedettino Vito Amico nel Lexicon Topograficum Siculum [Palermo 1757-1760] ribadisce che ne fu fondatore (”Author”), intorno al 1340, Giovanni D’Aragona, signore di Randazzo, il quale qui amava dimorare spesso; e anzi qui morì, volendovi evitare la peste che imperversava a Catania, ma non potendo tuttavia sfuggire alla comune sorte, nel 1348, cioè l’anno che quel flagello si diffuse dovunque in Europa. Certo è che dopo il terribile terremoto del 1693 - che devastò come si sa, tutto il versante della Sicilia orientale - anche per Milo si trovano documenti e testimonianze più precise. Il paese, nel senso di comunità civile, cominciò a costituirsi agli inizi del Settecento e in nuclei dislocati, quando ampie zone della fascia nemorosa vennero conquistate all’agricoltura, e il territorio assunse pressappoco la fisionomia moderna. Alla proprietà ecclesiastica (Mensa del Vescovo) e alle estensioni boschive e a pascolo, si sostituì la proprietà di grandi famiglie signorili e “borghesi”, del Giarrese e dell’Acese, con la coltivazione a terrazzamenti collinari, le istituzioni giuridico-amministrative e i confini definiti a queste connesse, le pertinenze ai Comuni (la Contea di Mascali cui Milo appartenne fino a che passò al Comune di Giarre nel 1815, poi a Sant’Alfio nel 1823, prima dell’Autonomia ottenuta nel 1955), cioè assumendo una forma di modernizzazione e di assetto meno distante da quello odierno. (Fonte: www.comunedimilo.ct.it/storiadimilo.htm) 

Feste

Nel mese di settembre, ViniMilo propone un grande caleidoscopio di appuntamenti con economia, gastronomia, etnologia, architettura, natura: le serate d'autore dedicate alla letteratura, al giornalismo e alla musica, le isole del gusto dove i cibi incontrano i vini, convegni e tavole rotonde con esperti, degustazioni, visite alla cantine, escursioni in montagna, mostre, concorsi fotografici ed estemporanee di pittura. Ogni anno ritorna anche Venere di Milo, la rassegna dell’artigianato tessile, e Etna Marathon, una delle più affascinanti gare di mountain bike d’Europa. A luglio c'è la festa patronale di S. Andrea con luci e fuochi pirotecnici, a novembre la sagra San Martino e il Vulcano, per assaggiare il vino novello. 

Informazioni Turistiche

Borgo rurale dominato dal rosa antico delle case padronali di un tempo, è il più alto dei comuni sul versante orientale del vulcano, che dal 2013 è il quarto sito naturale italiano entrato a far parte del Patrimonio dell'Umanità. Ad accogliere il visitatore è l'ampia piazza Belvedere dalla straordinaria veduta, la Chiesa di S. Andrea probabilmente costruita proprio nel luogo di cui Giovanni d'Aragona aveva edificato la chiesetta dedicata al Santo nel 1340, il parco botanico, “l'abbiviraturi” in pietra lavica dei primi del '900, la seicentesca Chiesa di S. Maria del Monte Carmelo, la bella Chiesa del Sacro cuore di Gesù a Fornazzo e il Parco Scarbaglio, fitto di castagni e pini e arricchito da una sorgente di acqua limpidissima. Innumerevoli le possibili escursioni, che fino a quote elevate, ben oltre i mille metri, attraversano proprietà private e vigneti difficili che i contadini continuano a coltivare con passione. E se oggi solo i più anziani ricordano la figura dell'“u mastru da nivi” (colui che in inverno ammassava la neve in buche larghe e profonde rivestite in pietra lavica, adatte a conservare la neve fino all'estate), ancora praticato è il mestiere del carbonaio e le segherie artigianali continuano ad essere la principale attività di sviluppo economico. Così come la viticoltura, che interessa la maggior parte della superficie coltivata: qui tutto parla di vino, le antiche storie popolari, i modi di dire, i proverbi, la campagna, le terrazze (le “rasole”) trattenute dalla nera roccia, le antiche case padronali e i numerosi palmenti. A Milo Pier Paolo Pasolini girò alcune sequenze per l’Inferno, come scenario del suo Decameron del 1971, sulle lave che fumarono per tanti anni in superficie quando cambiava il tempo ed arrivavano le piogge. Nel bosco Nicolosi, invece, Mauro Bolognini ambientò varie sequenze di Un bellissimo novembre (1969), con la Lollobrigida, dal romanzo di Ercole Patti, il quale anch’egli nomina Milo in un suo romanzo.  

Denominazioni collegati

Etna

Etna

Regione di riferimento: Sicilia
Enoregione: ETNA
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Viagrande, Comune di Santa Venerina, Comune di Sant'Alfio, Comune di Randazzo, Comune di Piedimonte Etneo, Comune di Milo, Comune di Linguaglossa, Comune di Castiglione di Sicilia, Comune di Zafferana Etnea

Enti Interessati
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Doc etna

Terre Siciliane

Terre Siciliane

Regione di riferimento: Sicilia
Enoregione: ETNA, ISOLE, SICILIA OCCIDENTALE, SICILIA OCCIDENTALE INTERNA, SICILIA ORIENTALE, TERRE DEL CERASUOLO
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Unione dei Comuni della Valle del Belice, GAL Terre dell'Etna e dell'Alcantara, Comune di Zafferana Etnea, Comune di Vittoria, Comune di Viagrande, Comune di Sclafani Bagni, Comune di Santa Venerina, Comune di Santa Margherita di Belice, Comune di Sant'Alfio, Comune di Sambuca di Sicilia, Comune di Randazzo, Comune di Piedimonte Etneo, Comune di Pantelleria, Comune di Palermo, Comune di Pachino, Comune di Noto, Comune di Montevago, Comune di Monreale, Comune di Milo, Comune di Menfi, Comune di Marsala, Comune di Linguaglossa, Comune di Gibellina, Comune di Castiglione di Sicilia, Comune di Camporeale, Comune di Alcamo

Enti Interessati
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Terre siciliane

Sicilia

Sicilia

Regione di riferimento: Sicilia
Enoregione: ETNA, ISOLE, SICILIA OCCIDENTALE, SICILIA OCCIDENTALE INTERNA, SICILIA ORIENTALE, TERRE DEL CERASUOLO
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Unione dei Comuni della Valle del Belice, GAL Terre dell'Etna e dell'Alcantara, Comune di Zafferana Etnea, Comune di Vittoria, Comune di Vita, Comune di Viagrande, Comune di Sclafani Bagni, Comune di Santa Venerina, Comune di Santa Margherita di Belice, Comune di Sant'Alfio, Comune di Sambuca di Sicilia, Comune di Randazzo, Comune di Piedimonte Etneo, Comune di Pantelleria, Comune di Palermo, Comune di Pachino, Comune di Noto, Comune di Montevago, Comune di Monreale, Comune di Milo, Comune di Menfi, Comune di Marsala, Comune di Linguaglossa, Comune di Gibellina, Comune di Castiglione di Sicilia, Comune di Camporeale, Comune di Alcamo

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Doc sicilia

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