Comune di Ripacandida

  • Telefono: 0972 644132
  • Fax: 0972 644142
  • Sitoweb: Ripacandida
  • Sede Amministrativa
    Via Santa Maria 20 85020 Ripacandida (Potenza)

Origine del nome

Secondo alcuni studiosi il nome deriva dal colle di colore bianco su cui sorge il paese, secondo altri sembra invece che l'abitato sia sorto dopo l'invasione gotica di "Candida Latinotum", i cui abitanti si rifugiarono sul territorio dell'attuale Ripacandida.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 1729
  • Altitudine: 620
  • Superficie: 33.49
  • Santo Patrono: San Donato
  • Codice ISTAT: 76067
  • Codice Catastale: H312
  • Prefisso: 972
  • PEC: protocollo.generale.comune.ripacandida@pec.it
  • Zona Sismica: 1
  • Zona Climatica: D
  • Gradi Giorno: 2036
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Antonio Pace


Storia

L'indagine archeologica degli anni 1977-1980 data l'antichità di Ripacandida al VII secolo a.C., ma già alla fine del XIX secolo lo storico lucano Michele Lacava rinveniva alcune grotte di epoca archeolitica e pavimenti mosaici alle falde di Ripacandida. Gli storici greci (Aristotele - Timeo di Tauromenio - Antioco da Siracusa) citano con il nome "Enotria" l'odierna Basilicata. Dalla Geografia di Strabone apprendiamo che "prima dell'arrivo dei greci sulle coste ioniche, in Basilicata, vi erano Choni ed Enotri". Gli enotri secondo Dionigi di Alicarnasso discendono da Enotro, il mitico eroe proveniente dall'Arcadia che arrivò intorno al 1800 a.C., soggiogò gli indigeni ed impianto la coltivazione della vite. Il suo successore Italo traasformò in agricoltori i pastori nomadi, istituendo i "sissizi". Successivmente la regione fu occupata dai Sanniti, popolazioni Osco-sabelliche da cui discendono i Lucani. Essi discendevano dalle montagne del Sannio e in varie ondate occuparono la penisola. Praticavano la "primavera sacra": quando la popolazione cresceva un gruppo di giovani sceglieva un simbolo (Totem) e partiva in cerca di nuove terre. Era un popolo di fieri guerrieri, così potente da impegnare l'esercito romano per cinquant'anni. Roma subì l'onta della sconfitta alle "Forche Caudine", per poi riorganizzare l'esercito ed annientare i sanniti. La romanizzazione della regione inizia con il trasferimento di 20 000 coloni: nasce la vicina Venusia, nel 291 a.C. Dai sanniti discendono molte altre etnie: Irpini, Caudini, Bruzi ecc. Plinio il vecchio ribadisce-Dal Sele, comincia la III regione: la terra dei Lucani e dei Bruzi; detta "Grande Lucania", in seguito ridotta dalla scissione dei bruzi con capitale Cosenza. La società lucana è organizzata in tribù, ognuna con un proprio capo i "Meddices" che sono eletti annualmente. Tutti sono tenuti a partecipare alla vita della comunità, tutto è diviso equamente. Legati da un vincolo federativo, in caso di guerra, eleggono, un capo il "basileus". L'antico abitato di Ripacandida era collegato al sito più importante di Serra di Vaglio (Vaglio di Basilicata) a pochi chilometri da Potenza. Dopo la conquista e la distruzione delle città e della capitale lucana, i romani istituiscono le colonie di Pontentia, Turi, Eraclea, Grumentum; la Lucania stretta d'assedio diventa territorio romano. I lucani attraverso i fiumi: Basento, Bradano, Agri e Sinni commerciavano con le città greche Metaponto, Siris, Heraclea, Pandosia, Turi. Il Sele e l'Ofanto permettevano l'accesso ai due versanti: adriatico e tirrenico; e alle città greche di Elea e Poseidonia che con l'occupazione dei lucani diverrà Paestum. Unica regione della Magna Grecia ad avere nel suo interno, due scuole filosofiche: ad Elea (Velia), e Metaponto. La scuola eleatica fondata da Senofane, avendo carattere aristocratico, non permetteva l'accesso ai lucani; in tempi diversi, operarono Parmenide, Zenone, Empedocle, e Melisso da Samo. La pitagorica a Metataponto aveva anche carattere religioso, mistico, permetteva l'insegnamento anche al popolo. Forte fu l'influenza dei pitagorici, sugli antichi montanari della Lucania, formando i giovani lucani, fra loro erano ammesse anche le donne. Con la morte di Pitagora (470 a.C.) la scuola continuò sino al 250 a.C.: Ocello Lucano, Ocylo, Polo, la bella Bindaice ed Esera sono alcuni allievi della scuola che hanno lasciato testi in lingua greco-dorica. Nell'idioma dialettale(vera isola linguistica nel circondario) ritroviamo la radice osca con molti vocaboli di origine greca. La tradizione orale afferma che la città fu edificata dai romani con il nome di "Candida Latinorum" (resti di acquedotto romano). L'abitato moderno risale al tempo delle invasioni gotiche, quando gli abitanti dalla valle si trasferiscono sul colle, e costruiscono le loro case intorno al tempio dedicato a Giove (castello attuale- Chiesa Madre). I longobardi la fortificano con mura inframmezzate da torri. Subendo le varie dominazioni arriviamo alle prime fonti scritte del XI-XII sec. La bolla papale di Eugenio III (1152) decreta la costruzione delle chiese di San Donato (l'unica ancora esistente), San Pietro, San Zaccaria, San Gregorio. Partecipa alla prima crociata. Ed è iscritta nel catalogo dei Baroni con i suoi tredici nobili, con a capo il feudatario Ruggero Marescalco, per partecipare alla III crociata, quella di Guglielmo il Buono(1188-1198). A Roberto di Ripacandida Federico II incarica di custodire alcuni prigionieri lombardi, la zona sarà chiamata in seguito Massa Lombarda(l'odierna Ginestra). Cambia numerosi feudatari, Caracciolo, Grimaldi di Monaco, Boccapianola, Tironi, l'ultimo padrone è il duca Mazzacara(1806). Una prima colonia di profughi albanesi nel 1482 viene ospitata in una zona periferica chiamata Cantone e successivamente trasferita a Massa Lombarda. Il 5 ottobre 1571 partecipa alla vittoriosa battaglia di Lepanto con un folto numero di cittadini fra i quali GianLorenzo Lioy, era questo il periodo in cui il feudo apparteneva ai Grimaldi Principi di Monaco Marchesi di Campagna e Signori di Ripacandida dal 1532 al 1641. Tra cinquecento e settecento è sede di uno studio di Teologia. Nell'aprile del 1861, si schierò con i briganti capeggiati da Carmine Crocco, in quell'occasione ci fu la prima vittima: il capitano della guardia nazionale Michele Anastasia. Ebbe anche feroci briganti Turtora, Di Biase, Larotonda. Alla fine dell'Ottocento inizia il fenomeno dell'emigrazione: si abbandona la terra in cerca di un futuro più dignitoso. Negli USA, precisamente nello Stato dell'Illinois, vi è una cittadina di nome Blue Island costituita da immigrati ripacandidesi. Nel ricordo delle loro tradizioni, festeggiano San Donato vescovo di Arezzo. Negli anni ottanta del novecento a Ripacandida visse per alcuni anni il professore Thomas Hauschild, dell'Università di Tubinga. Esaminò la vita nel piccolo centro, nella ricerca di uno studio sulla magia e religione, quando ancora nel paese operavano diverse persone che esercitavano la magia. In seguito pubblico il volume, in lingua tedesca, Magie und Macht in Italien. Uber Frauenzauber, kircher und Politik. (IL potere della magia in Italia. La chiesa e la politica di fronte all'affascinazione femminile.) Il premio Nobel per la fisica nel 1997 viene assegnato a William Donato Phillips, figlio di una ripacandidese immigrata negli USA nel 1920. (Fonte: www.comune.ripacandida.pz.it)

Feste

Da non perdere la Festa patronale di San Donato in agosto e la Mostra Mercato del Miele Lucano a settembre.

Informazioni Turistiche

Di notevole importanza artistica sono la Chiesa di San Donato del 1300, definita la "piccola Assisi" di Basilicata sia per le caratteristiche architettoniche sia per il ciclo di affreschi narranti il Vecchio e Nuovo Testamento, e l'adiacente Monastero del 1300 con un bellissimo chiostro. Interessante anche la Chiesa di S. Maria del Sepolcro dal maestoso portale seicentesco, i palazzi baronali, la vetusta Casa Lioy (1089) e la Galleria Civica d’Arte. Nel periodo post-unitario Ripacandida fu teatro di brigantaggio e nel suo rigoglioso Bosco Grande, composto da alberi ad alto fusto come querce e cerri, ancora oggi sono visibili le grotte e gli angusti sentieri che nascosero i briganti agli occhi dei Piemontesi.

Treccia: il caratteristico pane dalla forma intrecciata è chiamato "Ruciulatieggh". Non si conosce l'origine di questo tipo di pane, unico fra l'altro, perché nei paesi vicini non esiste. Preparato dalle brave massaie, veniva poi cotto nei forni delle case; ogni casa aveva il proprio forno. "I rucilatieggh" erano preparati con un impasto di farina, olio, acqua, semi di finocchio, uova, sale e lievito e poi lucidati con il tuorlo dell'uovo. La tradizione continua nei panifici che lo preparano il martedì e il venerdì. Un pane simile si prepara anche nei paesi dell'Irpinia d'oriente (in particolare quelli ai confini con la Basilicata, ad es. Aquilonia); chiamato " tòrtene " (la ed è muta), ricorda la corona di spine sulla testa a Gesù.

 

Pane di Pasqua: esiste, inoltre, un altro tipo di Treccia preparato soltanto a Ripacandida, il Pane di Pasqua, chiamato sempre in forma dialettale "Scarceggh". Consiste in un impasto di Treccia fatto a forma di cono, dove alla sommità viene posto un uovo metà dentro e metà fuori, non cotto, che cuocerà assieme all'impasto nel forno, chiuso da una croce sempre dello stesso impasto. Esiste un'altra variante ancora, quella di aggiungere un "manico", sempre dello stesso impasto, come se fosse una borsa.

Denominazioni collegate

Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: VULTURE
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Venosa, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza

Enti Interessati
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Doc aglianico del vulture

Basilicata

Basilicata

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: MATERANO E VAL D'AGRI, VULTURE
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Roccanova, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza, Comune di Venosa, Comune di Viggiano

Enti Interessati
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Basilicata

Aglianico del Vulture Superiore

Aglianico del Vulture Superiore

Regione di riferimento: Basilicata
Enoregione: VULTURE
Tipo denominazione : DOCG
Enti Collegati
Comune di Venosa, Comune di Ripacandida, Comune di Rionero in Vulture, Comune di Rapolla, Comune di Maschito, Comune di Lavello, Comune di Ginestra, Comune di Barile, Comune di Acerenza

Enti Interessati
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