Comune di San Colombano al Lambro

  • Telefono: 0371 2931
  • Fax: 0371 897965
  • Sitoweb: San Colombano al Lambro
  • Sede Amministrativa
    Via G. Monti 47 20078 San Colombano al Lambro (Milano)

Origine del nome

San Colombano era il nome di un monaco irlandese con il carisma del combattente, armato di spada e vangelo. Partito già anziano dalla sua terra d’origine, fu esule da lunghe e sofferte peregrinazioni nelle Gallie, transitò per questi luoghi all’inizio del settimo secolo, diretto alla corte longobarda di Pavia. Qui lasciò il segno del suo apostolato convertendo al Cristianesimo le tribù padane stanziate sulle rive del fiume. Al periodo prima austriaco e poi napoleonico risale la denominazione di San Colombano “al Lambro”.

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 7299
  • Altitudine: 80
  • Superficie: 16.55
  • Santo Patrono: San Colombano
  • Codice ISTAT: 15191
  • Codice Catastale: H803
  • Prefisso: 371
  • PEC: comune.sancolombano@cert.saga.it
  • Zona Sismica: 4
  • Zona Climatica: E
  • Gradi Giorno: 2649
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Pasquale Luigi Belloni


Storia

Le origini di San Colombano al Lambro si perdono nelle nebbie della protostoria, riconducibili all’arrivo di stirpi primitive stanziatesi nelle paludose pianure ai lati del Po. Celti e Romani si avvicendarono su queste terre. La battaglia del Ticino, ricordata negli annali della strategia militare per le astuzie usate dai belligeranti, vide, nel 217 A.C., la sconfitta dei Romani ad opera dei Cartaginesi di Annibale arrivati ai piedi dei colli banini, sul versante Sud Ovest. Sul finire degli anni 900 si ebbe una prima trasmigrazione dei mombrionesi verso il lato nord dei colli per porre le basi di un nuovo insediamento: l’attuale San Colombano. La località è menzionata con il suo castello nel testamento di Ariberto d’Intimiano, arcivescovo di Milano, redatto nell’anno 1034 in un documento storico che rappresenta l’atto più antico sul quale viene citato il toponimo di San Colombano dal nome del monaco irlandese che secondo la tradizione convertì gli abitanti dei colli al Cristianesimo ed insegnò loro la coltura della vite, che ancora oggi conserva la priorità assoluta sui 12 Kmq dei dossi banini. Ariberto d’Intimiano nel 1034 donò alle Chiese milanesi i possedimenti banini, a lui precedentemente donati dall’Imperatore Corrado II°. Diede così inizio al possesso delle terre da parte della Signoria Milanese. La navigazione sul Lambro e il frutto dei suoi pedaggi con le attività collaterali e la supremazia sul territorio, furono alla base di lunghe e sanguinose vicende che opposero i Lodigiani ai Milanesi. Nel 1158 comparve all’orizzonte del borgo l’astro di Federico I di Svevia , detto il Barbarossa che ne distrusse fortezza e abitato. L’Imperatore, riconoscendo la felice posizione strategica del castello abbarbicato al colle, dominante sia la valle del Po che quella del Lambro, lo riedificò e con esso gettò le basi del “burgum” adottando il classico taglio urbanistico romano, tuttora riconoscibile, legato al cardo (direttrice nord-sud) ed al decumano (est-ovest ). Tra il 1164 e il 1355, sorse anche la Civitas Imperialis che fa parte dell’attuale centro storico, sito ai piedi del castello. Seguì il nuovo periodo delle signorie milanesi. Nel 1353 Francesco Petrarca fu gradito ospite di Giovanni Visconti nel maniero banino ed ebbe modo di elogiarne le bellezze. Del periodo visconteo si ricordano in modo particolare gli “Statuti Colombanesi”, antenati degli attuali Statuti imposti ai Comuni. La presenza dei monaci certosini, che cesserà nel 1785 con la confisca di Giuseppe II° d’Austria, produsse importanti effetti positivi: opere di bonifica, di regimazione delle acque, di miglioramento delle pratiche agricole, di ristrutturazione del Castello. I Veneziani nel 1447 occuparono San Colombano al comando di Michele Attendolo, ma lo Sforza, per gli ambrosiani, il 15 Settembre dello stesso anno la espugnò con l’aiuto di Bartolomeo Colleoni e dei suoi mercenari. Questo fu però, paradossalmente, il periodo di maggior fulgore artistico e culturale della corte milanese e anche di San Colombano. Si ricordano presenze importanti quali Corio, Bramante, Leonardo. Nel 1546 Carlo V° riconferma ad alcuni di San Colombano il privilegio, già loro accordato da Francesco II° Sforza, di erigere le “saline” e fabbricare sale usando acque minerali nella località oggi chiamata “Gerette”. Il Seicento conobbe la dominazione spagnola permeata di inettitudine e malgoverno, disordine civile, carestie, pestilenze e passaggi di soldataglie. Nel 1602, Martedì 2 Luglio per concessione del duca Carlo D’Aragona, Governatore di Milano, i Certosini inaugurano con eccellenti risultati il primo “mercato”, che ancora oggi si tiene ogni Martedì. Una nota datata 1609 enumera in San Colombano 5000 abitanti e la presenza di 500 fuochi. L’attività principale è la coltivazione della vite per la produzione di vino. Nel maggio del 1630 la peste contagia anche San Colombano, seminando vittime: il Lazzaretto, attualmente restaurato, dedicato come quello milanese a San Gregorio Magno, ricorda ai posteri il funesto evento. Alla fine del 700 fu il turno degli asburgici con l’Arciduca Carlo, che occupò la Bassa Lombardia, ma Napoleone, in netta ascesa ne contrastò l’espansione occupando Lodi e dintorni, San Colombano compresa. Siamo al dieci Maggio 1796. Col tramonto di Napoleone Bonaparte, la Lombardia vede il ritorno degli Austriaci, dopo Vienna 1815, i Metternich. Con l’unità d’Italia nel 1861 San Colombano al Lambro passa alla Provincia di Milano. (Fonte: www.comune.sancolombanoallambro.mi.it/tutto-citta/storia) 

 

Feste

4° domenica di maggio - Festa del Sole

1° domenica di giugno - “San Colombano a gustare” - Rassegna enogastronomica e festa delle ciliegie

4° domenica di giugno - Videofestival Live - finale nazionale

3° domenica di giugno - Fiera tradizionale della Maddalena

1° domenica di settembre - Rassegna prodotti e attività locali - Moda nel Borgo Insigne

3° domenica di settembre - Guiderdone Banino 

4° domenica di settembre - Sagra Proviniciale dell’Uva

Informazioni Turistiche

Ridente centro situato ai piedi del lato nord delle omonime colline e posto sulla sponda destra del fiume Lambro. Unico rilievo sito in piena pianura Padana, risalente a formazioni geologiche di età terziaria e quaternaria (Miocene medio- Tortoniano e Pleistocene) con affioramenti marini di argille, calcari e sabbie. Il ritrovamento di anfore vinarie e strumenti di cantina, conservati nel locale Museo Paleontologico Virginio Caccia, dimostrano che già in epoca romana la vite veniva coltivata sui colli per la produzione di vino. Il paesaggio, con colori che cambiano tonalità da stagione a stagione, è immerso fra ubertosi vigneti cosparsi di alberi da frutto, particolarmente ciliegi, fichi, peschi e peri. Stradine e sentieri ancora con i solchi paralleli lasciati dai carretti (le barét per i Banini) si intersecano per raggiungere i vari poderi, i quali sono un tutt’uno confusi nel contesto panoramico. Anche nell’abitato del borgo si possono compiere rilassanti passeggiate fra le antiche stradine (le stét) affiancate da linde e basse abitazioni della pretta linea lombarda.

Denominazioni collegate

San Colombano al Lambro o San Colombano

San Colombano al Lambro o San Colombano

Regione di riferimento: Lombardia
Enoregione: BASSA LOMBARDIA
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di San Colombano al Lambro, Comune di Miradolo Terme, Comune di Graffignana

Enti Interessati
mostra/nascondi

Doc san colombano al lambro o san colombano

Collina del Milanese

Collina del Milanese

Regione di riferimento: Lombardia
Enoregione: BASSA LOMBARDIA
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di San Colombano al Lambro, Comune di Miradolo Terme, Comune di Graffignana

Enti Interessati
mostra/nascondi

Collina del milanese

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