Vino e bellezza

Qualifica Autore: Professore ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. Musicista.

Fonte: Massimo Donà

Vino e bellezza

Chi mai si sognerebbe di inscrivere la “bellezza” tra le qualità comunemente attribuibili al vino? Chi oserebbe qualificare un determinato vino come “bello”? Nessun sommelier si sognerebbe mai di esclamare, dopo aver degustato un buon bicchiere di rosso toscano: “Che bello!”
Il vino potrà essergli sembrato più o meno buono, più o meno gradevole, più o meno dolce, più o meno acido, più o meno fruttato… ma mai ‘bello’. È un fatto che la bellezza sia per lo più chiamata in causa in relazione ad esperienze visive o auditive; né gli odori né i sapori, infatti, vengono mai detti “belli”. Ma sempre e solamente buoni o cattivi.
Credo che raramente, però, ci si sia seriamente interrogati sulle ragioni di tale consuetudine. Eppure essa dice molto del nostro modo di essere e di pensare. Dice molto della storia di cui siamo figli.
Intervento di Massimo Donà, al convegno"NaturaMenteBello. La qualità del territorio e il vino" che si è tenuto a Rovereto (Trento) il 27 aprile 2013 presso il Mart.

Vino e bellezza

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