Dal Danubio alle colonne d’Ercole, gli itinerari culturali del vino si incontrano a Salonicco

Il territorio di Salonicco costituiva per i Romani un punto di snodo fondamentale per collegare l’area danubiana con il Mediterraneo e ancora oggi la ricchezza dei paesaggi ordinati delle vigne, a fare da scenario a siti archeologici di eccezionale valore come quelli della tomba di Filippo il Macedone a Vergina, attesta l’importanza storica della vitivinicoltura nella regione, tra le più importanti aree di produzione vinicola del Mediterraneo orientale.

La rilevanza della cultura del vino nell’area della Tracia, dove veniva prodotto il famoso Byblino, rinomato vino dell’antichità,  e della Macedonia, dove Euripide scrisse” Le baccanti”, una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi, trova dall'altra parte testimonianze evidenti nel Museo archeologico di Salonicco, che ospita uno ricchissimo e straordinario patrimonio culturale dalla preistoria fino al periodo romano (II-IV sec. a.C), epoca di grande fioritura della città.

La storia del vino, nata nel Caucaso ma sviluppata in Europa, è cambiata quando l’Imperatore Marco Aurelio Probo revocò il precedente editto di Domiziano (che proibiva alle genti non romane di coltivare la vigna) e ordinò alle Legioni di piantare vigneti sulle rive del Danubio e del Reno e lungo tutte le frontiere centro-settentrionali dell’Impero Romano, dal Mar Nero fino alla Bretagna (281 d.C). La decisione era motivata dall’esigenza di stabilizzare i confini dell’Impero, riducendo i costi del trasporto di vino dalle province mediterranee e integrando le popolazioni locali attraverso lo sviluppo della vitivinicoltura. Centinaia di migliaia di legionari piantarono i nuovi vigneti utilizzando un comune vitigno (l’“Heunisch”, il “nostro”) più robusto e più adatto alle condizioni del clima continentale europeo, che costituisce il padre genetico dei vitigni continentali dell’Europa.

L'intervento di F.Coppola, ambasciatore dell'Associazione Internazionale Iter Vitis, Conferenza Internazionale  “FACES OF TIME. Cultural Routes Crossroads”, organizzata a Salonicco dall'Archeoloyikò Musìo in occasione delle Giornate del Patrimonio Culturale Europeo ( 27-29 settembre 2013), con il patrocinio del Comune di Salonicco, insieme all’Itinerario Culturale della Rotta dei Fenici, l’Associazione Elleniki Eitaria e il Centro di Ricerche Athena.

Dal Danubio alle colonne di Ercole_ Salonicco_28_Settembre_ 2013_en

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