Trent'anni al servizio dei territori del vino

Trent'anni al servizio dei territori del vino

In occasione del Trentennale (1987-2017), le Città del Vino hanno presentato un “libro bianco” sulla storia dell’Associazione e sullo sviluppo e prospettive dei Comuni associati. Uno spaccato rurale di società italiana  dove si consuma meno territorio, dove spesso la cementificazione trova un argine nella vigna, dove ci sono più laureati e diplomati e meno disoccupazione e dove tra il 2007 e il 2015 c’è stata una crescita esponenziale di servizi e strutture dedicate all’enoturismo. 

Il testo - “Trent'anni al servizio dei territori del vino” (a cura di Alessandra Calzecchi Onesti) - traccia un vero e proprio identikit delle Città del Vino incrociando i dati delle fonti oggi disponibili (Istat 2011, Censis, Qualivita, Ismea, Iss e altri) e racconta i progetti e  le idee che nel corso di questi anni sono state elaborati e condivisi con i sindaci e gli amministratori locali.

Indice

Presentazione   

CAP. 1 IL CURRICULUM VITAE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DELLE CITTÀ DEL VINO: LA STORIA DI UNA RETE CHE INTRECCIA UOMINI, TERRITORI, PASSIONI E QUALITÀ 

1.1 La storia delle città del vino  

1.2 Attività editoriali e di approfondimento           

CAP. 2 LA CARTA DI IDENTITÀ DELLE CITTÀ DEL VINO    

2. 1 Gli indicatori statistici          

2.2 Le eccellenze       

2.2.1  L'enogastronomia di qualità      

2.2.2 Il patrimonio UNESCO  

2.2.3 I paesaggi del vino        

2.2.4 I palmenti          

2.2.5 Le architetture del vino 

2.2.6 I Musei del Vino e della Cultura rurale   

2.2.7 Le buone pratiche ambientali     

CAP. 3 I GRANDI TEMI CHE ABBIAMO AFFRONTATO          

3.1 Luci e ombre sugli strumenti di sviluppo dell’enoturismo in Italia          

3.1.1 Luci...  

3.1.2 Ombre...             

3.1.3 Dinamiche evolutive      

3.2 Economia verde: un nuovo modello di sostenibilità ambientale e non solo          

3.2.1 Utilizzi sostenibili del suolo, agricoltura multifunzionale, filiera corta e molto altro ancora        

3.2.2 Qualche riflessione sul «Made Green in Italy»    

3.3 Ogm? meglio puntare sulla biodiversità          

3.3.1 Genome editing: la nuova frontiera delle biotecnologie sostenibilità          

3.3.2 La difficile coesistenza tra colture OGM e agricoltura tradizionale            

3.3.3 Preservare la biodiversità piuttosto che modificare i geni              

3.3.4 Gli autoctoni: valori ed opportunità        

3.4 Pianificazione territoriale e agricola: una nuova reciprocità tra città e campagna         

3.4.1 Zonizzazione, sostenibilità, urban food planning 

3.4.2 Il valore aggiunto dei nuovi Piani Regolatori delle Città del Vino 

3.5 Programmazione europea 2014-2020: concentrare, razionalizzare, mettere in rete        

3.5.1 Le proposte operative delle Città del Vino            

3.6 Il valore sociale del vino: cultura borghigiana, integrazione, salute, sostenibilità           

3.6.1 Senza le donne non c’è sviluppo

3.6.2 Il vino italiano fa integrazione   

3.6.3 Educazione al consumo

CAP. 4. CONCLUSIONI             

4.1 Nelle Città del Vino si vive meglio?    

4.2 Sette nodi da sciogliere per affrontare il prossimo futuro    

4.2.1 Pianificazione urbana e rurale  

4.2.2 Fusione dei piccoli Comuni        

4.2.3 Ruolo delle reti e delle associazioni        

4.2.4 Cultura della vite e del vino        

4.2.5 Marketing territoriale   

4.2.6 Ricerca e Formazione   

4.3 Il ruolo della rete delle Città del Vino

BIBLIOGRAFIA            

App. 1 - Statuto (2015)   

App. 2 - Regolamento (2012)       

App. 3 - Carta della Qualità (2015)          

App. 4 - Il vino onesto è un prodotto della terra (2007)     

App. 5 - L'alfabeto delle Città del Vino (2012)               

Trent anni al servizio dei territori del vino
Curriculum ancv 2017

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