92 Enoregioni per i 30 anni delle Città del Vino: l’Emilia Romagna

92 Enoregioni per i 30 anni delle Città del Vino: l’Emilia Romagna

Per testimoniare e valorizzare ancora una volta il binomio “vino-territorio”, in occasione del suo trentesimo compleanno (1987-2017) l'Associazione vuole raccontare le enoregioni italiane che, secondo la classificazione dell'”Atlante dei territori del vino”, compongono le nostre Regioni.**

EMILIA ROMAGNA 

Enoregioni: Colline Emiliane 

Enoregioni: Terre dei Lambruschi Emiliani 

Enoregioni: Colline di Romagna 

Enoregioni: Pianura Emiliano-Romagnola 

Enoregioni: Delta del Po

 

*  L'adozione della divisione delle venti regioni italiane in 92 “macroaree” - cioè insiemi di terre con elementi (climatici, litologici, morfologici e pedologici) omogenei - è mutuata dall'Atlante dei territori del vino, edito nel 2013 a cura dell'Enoteca Italiana di Siena e dell'Istituto Geografico Militare su invito del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali. La classificazione ideata da questo prezioso strumento di lavoro permette, infatti, di leggere la ricchezza del sistema vitivinicolo italiano attraverso l'individuazione degli elementi comuni dei territori, dalle tradizioni produttive alle condizioni ambientali. 

* *  Ci scusiamo per eventuali omissioni o imprecisioni e ringraziamo fin da ora i lettori che vorranno comunicarci suggerimenti e integrazioni. Per semplificare la lettura nell'esposizione dei testi si è scelto di indicare sempre: con iniziale minuscola i nomi dei vitigni (es. chardonnay, montepulciano, ciliegiolo, bombino nero); con iniziale maiuscola i nomi delle denominazioni (es. Montepulciano d'Abruzzo delle Colline - Teramane docg, Friuli Grave Chardonnay doc); con iniziale maiuscola i nomi delle tipologie e varietà disponibili nell'ambito di ciascuna denominazione (es. Valpolicella Superiore doc, Controguerra Rosso doc, Aglianico del Vulture Spumante doc, i rossi della doc Colli del Trasimeno, i bianchi della doc Molise);con iniziale maiuscola i nomi delle menzioni geografiche aggiuntive o sottozone di doc e dop (es. Valle d’Aosta Donnas doc, Chianti Montespertoli docg, olio extravergine di oliva Colline Teatine Vastese dop); in minuscolo le sigle delle certificazioni (docg, doc, igt, dop, igp, stg e de.co.), con l'unica eccezione dei Presidi Slow Food;in minuscolo i nomi dei prodotti agroalimentari certificati (es. pecorino sardo dop, ciauscolo igp...), ad eccezione dei nomi geografici propri (es. pane di Altamura dop).

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