In ricordo di Antonio Iannella

In ricordo di Antonio Iannella


È venuto a mancare il 9 aprile all’età di 57 anni, Antonio Iannella, imprenditore vitivinicolo di Torrecuso in provincia di Benevento. Antonio sin da giovane, con grande passione e dedizione, ha condotto l’azienda di famiglia “Cantine Iannella” nata nel 1920 con il nonno Giovanni.

L’attività a conduzione familiare, caratteristica che è rimasta immutata nel tempo, inizialmente aveva una produzione che si limitava a soli 50 quintali di vino. I vini prodotti erano l’Aglianico e il Coda di Volpe. Nel 1955 a continuare l’attività vitivinicola era stato il papà Nicola che aveva ampliato i locali e aumentato la capacità produttiva, privilegiando sempre più la denominazione di origine controllata (D.O.C.).

Dal 1992 fu Antonio a reggere le sorti dell’azienda, che sin da ragazzino aveva affiancato il padre Nicola, tra uve e botti, imparando i segreti del mestiere di mastro vinaio. Gli anni Novanta segnarono una svolta importante permettendo alla cantina di fare un importante salto di qualità. Alla produzione storica di Aglianico e Coda di Volpe, si andarono ad affiancare la Falanghina ed il Piedirosso.

La crescita e la diffusione dei vini imbottigliati portarono Antonio ad ampliare la piccola cantina di famiglia, complice un territorio dal clima mite e il paesaggio collinare, caratterizzato da terreni dalle specifiche peculiarità, che ben si presta alla coltivazione di uve di qualità.

Nel 2001 costruì un ampio e moderno stabilimento introducendo nuove tecnologie per la vinificazione e l’imbottigliamento ed una diversificazione della produzione dei vini dei propri vigneti. Dopo anni di sacrifici e piena dedizione, nel 2015 allo stabilimento produttivo pensò di affiancare una nuova struttura per meglio accogliere clienti ed enoturisti da tutto il mondo.

Tra le etichette più prestigiose, alle quali Antonio ha dedicato tanta energia, meritano menzione il “1920”, una speciale selezione di Aglianico del Taburno che riposa 24 mesi in barrique creata per celebrare l'anno di fondazione; il “Don Nicola” riserva di Aglianico del Taburno invecchiata 12 mesi in barrique e il “Niè” un vino bianco ottenuto dall’unione di Fiano, Greco e Falanghina, tra i vitigni più prestigiosi della Campania. Tutto questo innestato ai prodotti di grande tradizione come la Falanghina del Sannio DOP Taburno, l’Aglianico del Taburno DOCG in versione Rosso e Rosato, la Coda di Volpe Sannio DOP ed il Piedirosso Sannio DOP.

Da qualche anno, Antonio si stava dedicando con la sua azienda alla spumantizzazione con metodo Charmat dei vitigni Falanghina e Moscato, dando vita a “Euforia” spumante di Falanghina Extra Dry e “Fior di Moscato” Spumante Demi Sec, oltre ad Aglianico e Falanghina Frizzante insiema all’Aglianico novello "Incigno", al Passito di Aglianico e alle grappe "Prima Goccia" di Aglianico e Falanghina.

La nostra comunità – afferma Domenico Mortaruolo, Ambasciatore dell’Associazione Città del Vinoha perso un grande lavoratore, che ha speso tutta la sua vita per la crescita di una delle aziende più note nel panorama vitivinicolo nazionale. È stato un uomo laborioso, fervido di idee e al passo con i tempi. Uno sguardo aperto e innovatore, quello di Antonio, che sicuramente ha dato un valore aggiunto all’antica tradizione vitivinicola del Sannio e della Campania. Ci lascia un amico con il quale, con l’Associazione di Città del Vino, abbiamo condiviso tante idee e progetti”.