Le Città del Vino portano la vendemmia turistica nei territori enologici del Nord Piemonte

Le Città del Vino portano la vendemmia turistica  nei territori enologici del Nord Piemonte


Dopo il progetto pilota di Alba (Cn), le Città del Vino portano la vendemmia turistica 
nei territori enologici del Nord Piemonte

  

Le Città del Vino preparano la vendemmia turistica. La raccolta manuale delle uve diventa così un’esperienza didattica per avvicinare per qualche ora al mondo della vigna, in una fase di forte valenza pratica e simbolica, un pubblico d’appassionati, di professionisti, di giovani, di semplici curiosi e amanti del vino. Un modo originale, anche, di promuovere centinaia di territori “minori” vocati all’enogastronomia, borghi e piccoli Comuni, ricchi di sapori ed eccellenze artigianali, attraverso una breve esperienza di enoturismo attivo.

 

Il progetto pilota è stato lanciato nel settembre 2020 dal Comune di Alba (Cuneo), attraverso un protocollo d’intesa con le principali associazioni agricole, l’Ispettorato del Lavoro e lo Spresal, servizio di prevenzione e sicurezza. 

 

“Abbiamo deciso di promuovere questa buona pratica nei territori enoturistici anche per lanciare un messaggio di speranza e ripartenza attraverso un’esperienza turistica originale e sicura, che guarda alla natura, agli spazi aperti e alla ricerca di benessere e qualità – commenta il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. Il coinvolgimento dei vendemmiatori turistici avverrà nel rispetto delle norme stabilite nei protocolli, per poche ore e a carattere didattico ed esperienziale, senza incorrere in spiacevoli equivoci con le autorità preposte ai controlli sul lavoro. La vendemmia turistica può dare un nuovo impulso al settore, messo a dura prova dall’emergenza sanitaria”.

 

“Negli ultimi anni sempre più eno-appassionati hanno espresso il desiderio di poter vivere l’emozione del taglio dei grappoli e sperimentare uno dei momenti più importanti dietro alla nascita di un vino. Per offrire ai turisti di Langhe e Roero anche questa esperienza, il Comune di Alba ha deciso di farsi promotore di un protocollo che, con poche e semplici regole, potesse garantire sicurezza e rispetto delle normative – spiegano il sindaco di Alba Carlo Bo e il consigliere comunale con delega all’Agricoltura Mario Sandri, promotori dell’iniziativa -. Ringraziamo le Città del Vino, di cui siamo tra i soci fondatori, per aver apprezzato la nostra iniziativa e averla voluta condividere con gli altri territori enologici italiani”.

“Il Piemonte delle Città del Vino, - dichiara Stefano Vercelloni vicepresidente e coordinatore del Piemonte delle Città del Vino - ed in particolare quelle di Novara, Vercelli, Biella e Verbania si apprestano ad adottare i provvedimenti necessari a livello comunale per implementare dal punto di vista normativo la vendemmia turistica. Come già è stato detto, sarà uno strumento fondamentale per vivere serenamente un momento importante quale la Vendemmia epilogo dell’intera annata agraria, ma soprattutto poterla vivere nel rispetto delle norme ed in sicurezza. Ringrazio per l’iniziativa, che è partita dal Piemonte e che servirà a tutta l’Italia viticola, il Sindaco Carlo Bo di Alba ed il Consigliere Mario Sandri che è anche componente del Coordinamento regionale delle Città del Vino."

 

Come già disciplinato dall'autuno 2020 dal Comune di Alba, anche 14 Comuni delle Colline Novaresi (di cui 12 sono Città del Vino oltre alla Città del Vino di BORGOMANERO): BARENGO, BOCA, BOGOGNO, BRIONA, CAVAGLIO D’AGOGNA, CRESSA, FARA NOVARESE, GHEMME, MAGGIORA, MARANO TICINO, MEZZOMERICO, ROMAGNANO SESIA, SIZZANO e SUNO con il supporto della Provincia di Novara a seguito di incontri e di scambio di corrispondenza con l’Ispettorato del lavoro, lo Spresal dell’Asl 13, le Organizzazioni Agricole, la Provincia di Novara hanno stilato un protocollo.

Il protocollo qualifica la Vendemmia Turistica e Didattica come attività integrativa e connaturata allo sviluppo turistico del territorio, inserita nell’ambito delle attività enoturistiche “ai sensi dell’art. 1 c. 502 della legge 27 dicembre 2017 n. 205 e del decreto del Ministero delle Politiche Agricole del 12 marzo 2019”.  Si tratta, in sintesi, di attività non retribuita, ristretta a poche ore e non oltre l’arco della giornata, rivolta a un pubblico attento di turisti enogastronomici, legati al soggiorno nelle strutture ricettive del territorio oppure in visita giornaliera alle cantine. La vendemmia enoturistica ha dunque carattere strettamente culturale, ricreativo e didattico, è rivolta a un numero di persone limitato e comunque in misura proporzionata alla dimensione della vigna.

Oltre a rientrare nella normativa succitata, le attività di vendemmia turistica dovranno svolgersi nel rispetto delle vigenti normative igienico sanitarie e di sicurezza; pur trattandosi di attività a carattere culturale e ricreative non normate dal vigente normativa a tutela dei lavoratori (D. Lgs. 81/08), è bene ricordare che le operazioni di raccolta di uve e gestione di pratiche agricole sottopongono a rischi per i partecipanti.

L’operatore enoturistico dovrà disporre di ambienti adeguatamente attrezzati per la tipologia di attività svolta in concreto, conformi agli strumenti urbanistici ed edilizi nonché alla normativa in materia di sicurezza degli impianti. Allo scopo di garantire la sicurezza delle persone che visitano l’azienda, l’operatore enoturistico dovrà inoltre individuare gli ambienti aziendali e le attrezzature che rappresentano un pericolo vietandone l’accesso al pubblico e il contatto anche solo accidentale, predisponendo adeguata segnaletica. I locali ove si svolgono le attività dovranno ospitare un numero massimo di persone in funzione dello spazio a disposizione ed esser dotati di illuminazione adeguata.

L’azienda agricola assicura il rispetto delle disposizioni sulle prevenzioni COVID-19 vigenti.

Le attrezzature messe a disposizione dovranno rispettare la norma vigente in materia di sicurezza e prima dell’inizio delle attività dovranno essere fornite istruzioni adeguate circa il loro utilizzo in sicurezza. Dovranno inoltre essere specificati i comportamenti da tenere durante le operazioni, vigilando sul rispetto dei medesimi. Sarà, altresì, opportuno assicurarsi che gli utenti che accedono ai vigneti indossino indumenti, calzature antiscivolo e guanti idonei.

L’azienda agricola deve dotarsi di idonea copertura assicurativa.