“La Carbon Footprint del vino”: Cantina Salcheto di Montepulciano (SI)

“La Carbon Footprint del vino”: Cantina Salcheto di Montepulciano (SI)


È la Cantina Salcheto di Montepulciano (SI) la prima in Europa ad essersi preoccupata delle emissioni prodotte nelle fasi di produzione del vino calcolandone proprio la quantità (1,83 kg di anidride carbonica per ogni bottiglia), la prima azienda al mondo ad aver certificato la Carbon Footprint di una bottiglia di vino (secondo lo standard ISO 14064, nel 2010) e la prima cantina italiana ad aver adottato un Piano di Welfare per i suoi dipendenti. A rappresentare ulteriormente la sua anima green c’è anche il nome: il termine in toscano antico significa “salice” mentre Salcheto è il nome del ruscello che attraversa la terra su cui sono a dimora i vigneti. Lungo il corso del ruscello, un tempo, crescevano un gran numero di salici, i cui rami (il “vinco”) servivano alla legatura delle vigne. Quegli stessi salici sono stati ripiantati nelle zone della tenuta non idonee alla viticoltura per essere utilizzati anche per creare biomasse e produrre legna necessaria a riscaldare la cantina, con l’obiettivo di un sistema energeticamente autonomo al 100%.  Oltre a stilare ogni anno un Bilancio di Sostenibilità, l’Azienda ha sviluppato un attento controllo di gestione della sostenibilità, conforme alla norma EQUALITAS che viene certificato da parte terza e i cui indicatori ambientali sono: 1) Carbon Footprint: per controllare energia e materia direttamente ed indirettamente consumate lungo il processo e ridurre le emissioni di gas clima-alteranti connesse; 2) Water Footprint: per razionalizzare l’uso dell’acqua ed abbatterne qualsiasi inquinamento; 3) Indice Biodiversità: in fase di sperimentazione applicata, monitora la qualità biologica del suolo e dell’ecosistema aziendale. L’analisi della Carbon Footprint è a disposizione di tutti i consumatori di una bottiglia Salcheto, grazie ad un calcolatore di CO2 che indica in maniera dinamica le emissioni legate al suo consumo direttamente nel luogo dove viene stappata e ad un QR Code sull’etichetta leggibile da qualsiasi smartphone. Ma non solo: il tetto verde che ricopre interamente la cantina ne garantisce l‘isolamento termico e ne limita l’impatto visivo sul paesaggio, dal piazzale dove viene ulteriormente selezionata a mano l’uva appena raccolta si diramano gli speciali collettori solari (tubi specchiati che convogliano la luce naturale all’interno e, contemporaneamente, una volta aperti e collegati, trasportano il mosto nelle botti d’acciaio collocate al piano inferiore), la CO2 prodotta dalla fermentazione viene trattenuta e sfruttata come fonte di energia per alimentare le pompe che movimentano i vini dalle botti di cui quelle in legno rigorosamente certificate PEFC e adagiate su un sistema che minimizza gli sforzi e tutela la sicurezza dei lavoratori, i bicchieri dell’Enoteca aperta alle degustazioni sono realizzati con le bottiglie del vino. E per finire ricordiamo che il fondatore e AD della Salcheto Michele Manelli fa parte del nuovo Comitato Tecnico del Piano Regolatore delle Città del Vino, lo strumento comunale di governo del territorio  in modo coerente e sostenibile a partire dal riconoscimento del valore del "sistema vigneto". 4 (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 

  

CANTINE GREEN AD ALTO VALORE AMBIENTALE

UNA SFIDA PER IL FUTURO CHE PER MOLTE AZIENDE ITALIANE È GIÀ REALTÀ

PROGETTI DI VITICOLTURA SOSTENIBILE NEL MONDO E IN ITALIA

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