Autunno in Alto Adige, tra vigne e castelli

Autunno in Alto Adige, tra vigne e castelli


Un weekend dove con l’autunno tornano le antiche tradizioni come il torggelen, quando i contadini e osterie offrono buon vino e castagne. Perdersi tra questi paesaggi a degustare vini nelle cantine sormontati da castelli. Così l’Alto Adige accoglie turisti.

Testo e foto di Vittorio Giannella

Un fine settimana di prossimità prima che arrivi il generale inverno col suo carico di freddo e grigiore? Chiudete gli occhi e immaginate di essere sulle rive di un torrente spumeggiante, tutt’intorno circondato da ripidi declivi ricoperti da vigneti e boschi, e, in fondo, montagne alte fino a tremila metri. Un sogno?

Il fiume Talvera e, sulla sfondo, Castel Roncolo

No, è proprio cosi, esiste davvero ed è la Valle Isarco in provincia di Bolzano, qui in Alto Adige. Noi di Weekend  Premium l’abbiamo scelta per le eccellenze enogastronomiche e di tutto il bello che i dintorni del capoluogo offrono: cantine e degustazioni, pedalate e trekking tra le vigne en plein air, sperimentando in diversi modi la cultura del vino.

Ecco il premio per chi sale fin quassù. Gli uomini di queste valli altoatesine hanno cercato da sempre spazi da condividere con la roccia, strappandole poco alla volta fazzoletti di terra per coltivare i vigneti più a nord d’Italia. Quella di queste divine montagne è una storia geologica antichissima, grazie alla quale si è generata una mineralità del terreno che, conferisce ai vini giusta acidità, freschezza ed eleganza.

BOLZANO: VIGNE E CASTELLI

Lasciamo la A22 del Brennero e raggiungiamo l’hotel Laurin nel cuore di Bolzano, un’oasi verde con alberi secolari, riserva di frescura. Ci inoltriamo tra le vie animate della città, i poggioli delle case colmi di gerani colorano il grigio delle pietre, fino alla caratteristica via dei Portici, nel nucleo originale di Bolzano, con botteghe artigiane, osterie e negozi sfavillanti, dove lasciarsi andare allo shopping, fino ad arrivare nella splendida piazza Walther, in cui spicca il Duomo gotico del XIII secolo, con un elegante campanile a cuspide traforata, ricco di affreschi all’interno.

Il Duomo e il monumento in Piazza Walther

Da sempre la valle Isarco è stata zona di passaggio e nodo di comunicazione tra le regioni italiane e i paesi transalpini, e lo si intuisce per la presenza di castelli e manieri, che troneggiano dall’alto. Sono 800, un numero impressionante che fa dell’Alto Adige la regione europea con la più alta concentrazione di castelli.

L’imponente profilo di Castel Mareccio

Da visitare senza dubbio Castel Mareccio, con torri cilindriche e mastio, attorniato da vigneti. Castel Roncolo, da non perdere per gli affreschi, arroccato su un roccione a picco sul torrente Talvera, lungo la strada per la valle Sarentino, e Castel Firmiano dove è possibile visitare uno dei musei della montagna realizzato dal celebre alpinista Reinhold Messner.

Una delle opere del Museo Messner

DOPO I CASTELLI, LA PRIMA CANTINA

Abbiamo appuntamento alla cantina Nals Margreid nella vicina Nalles, caratteristico borgo ai piedi della muraglia alpina che ospita gran parte dei 14 vitigni, fra cui Schiava, Chardonnay, Kerner, Riesling, Gewurztraminer e altri, fino ai 700 metri di quota, un contesto che unisce il clima delle Alpi al sapore intenso e unico delle brezze mediterranee.

Le botti della cantina Nals Margreid

Colpisce il fatto che ogni bottiglia porti un nome: “Perché in questo modo diamo un segno di carattere unico, ma soprattutto certifica l’origine. Il nome diventa cosi ambasciatore di un’unica simbiosi tra uomo e terra” ci spiega Gottfried Pollinger direttore della cantina, versandoci un fresco Sirmian, pinot bianco, vincitore quest’anno di tre bicchieri del Gambero Rosso. Un veloce giro nella bella struttura fatta di rovere, acciaio e vetro, sinonimi di tradizione, innovazione e concretezza.

Gottfried Pollinger direttore della cantina

Ripartiamo con l’auto appesantita da un po’ di bottiglie, alla volta di Chiusa, la piccola cittadina della bassa Valle Isarco, dove dormiremo all’ hotel Spitalerhof.

SECONDO GIORNO: CANTINE E UN’ABBAZIA

Chiusa è dominata dal monte Sabiona, sulla cui cima svetta l’antichissima residenza dei vescovi che da qui amministravano il Tirolo. Un grande territorio non ha bisogno di grandi parole, si racconta da sé. Qui le radici e la storia sono rimaste le stesse di sempre. Ogni stagione offre un’opportunità, ogni angolo una sorpresa, anche in questi giorni di primo autunno, con le vigne che stanno donando i grappoli maturati a queste quote, una pacchia per l’enoturista che può fare sosta e degustare.

I vigneti della Cantina Kofererhof

Ne approfittiamo per conoscere e degustare i vini di un’altra cantina, nel comune di Novacella, che domina con i suoi vigneti a terrazze, la sottostante celebre abbazia omonima del 1142, tenuta da monaci agostiniani, resa ancora più suggestiva dall’anfiteatro di vigneti. Ci fa da Cicerone Gunther Kerschbaumer, il proprietario della cantina Kofererhof, uno dei più antichi masi dell’Alto Adige.

L’Abbazia di Novacella

Come ovunque nella valle, sono soprattutto le uve bianche a trovare le condizioni ideali per la maturazione. “Su una superficie di 5,5 ettari a 650 metri di altitudine, la mineralità del terreno e il microclima conferiscono ai vini del maso una spiccata acidità, fruttati e freschi, peculiarità proprie delle uve che crescono nelle vigne più a nord d’Italia e che con particolare energia traggono nutrimento da un terreno povero” ci spiega Gunther tra i filari, mentre sua madre Erika, in costume tipico, rientra a casa con un mazzo di fiori per abbellire il tavolo, e sul suo volto risalta l’ambizione, tutta valligiana dell’Alto Adige, di conciliare il turismo con una gestione ideale del territorio e delle risorse naturali.

Gunther Kerschbaumer, proprietario della cantina Kofererhof

Tra muri vecchi di secoli, degustiamo Sylvaner, Muller Thurgau, Kerner e Riesling, sperimentando dal vivo la cultura del vino abbinato alla bellezza del paesaggio che si vede dalle ampie vetrate, potente antidoto a tristezza e stress.

Alcuni vini della cantina Kofererhof

Il sole nel frattempo disceso dietro le montagne non dà più luce né calore ma prima di rientrare in hotel, a Chiusa, ci fermiamo alla cantina Kellerei Valle Isarco, dove, tra il ventaglio di etichette di ottimi vini bianchi che assaggiamo, restiamo particolarmente colpiti dal Vernatch, un vino rosso sorprendente, anche per il prezzo, che ha dentro di sé la purezza del vitigno autoctono Schiava: austero, tannico ed elegante.

Alcune pregiate etichette della Cantina Kellerei

TERZO GIORNO: A 2000 m, CONNEL RIFUGIO DEL GUSTO

L’escursione per raggiungere La Villa in alta Valle Badia comincia di primo mattino, quando la luce del sole incendia di rosa le cime delle Dolomiti, in un’aria che ossigena fisico e cuore, una valle capace di sedurre con un mix di efficienza “tedesca” e calore “ladino” oltre che con l’alta gastronomia e il benessere.

Il profilo del Lagazuoi

Con la cabinovia saliamo due alla volta con le E-bike per poter raggiungere il rifugio Utia de Bioch, vincitore del premio 2021 per la diffusione della cultura del vino, dove abbiamo appuntamento con il proprietario Valentini. Si arriva su un altipiano a 2000 m. d’altitudine e con facilità percorriamo le salite che si presentano fino alla struttura, un attico sul gruppo del Sella e in fondo, la Marmolada, scintillante col suo ghiacciaio.

Il rifugio Utia de Bioch

Il 2021 è un anno ricco di cambiamenti in tutti gli ambiti e rappresenta dunque anche un’occasione di rinascita e innovazione nel settore gastronomico”, ci dice Valentini, “e anche quest’anno, in alta Val Badia sta per cominciare l’iniziativa “sciare con gusto” la dodicesima, dove i rifugi associati come il mio, proporranno menù di otto chef stellati, abbinati ognuno ad un rifugio sulle piste. Per prenotare il proprio tavolo si può chiamare direttamente il rifugio partecipante in cui si vuole mangiare, scegliendo tra i piatti che si addicono meglio ai propri gusti culinari”.

E non è tutto. Nella sua fornitissima vinoteca d’alta quota, si potranno degustare una selezione dei migliori vini dell’Alto Adige, (per info www.altabadia.org). Qui nella bella stagione si può mangiare all’aperto con lo scenario dei Monti Pallidi, patrimonio mondiale dell’umanità, prati e boschi a perdita d’occhio.

Vini di qualità ad alta quota

Mentre parliamo, si susseguono ricette profumate di erbette selvatiche, pino mugo, frutti di bosco e funghi, che accompagnano salmerini, formaggi di malga e canederli, innaffiati da ottimi vini locali. Una cucina autentica, basata su prodotti di un territorio ancora rispettato e protetto.

Un irresistibile stinco di maiale alle erbette

È ora di tornare, ma non prima di aver visitato l’ultima cantina, la più a sud della regione al confine con il Trentino: la cantina Colterenzio, 300 soci, 14 vitigni coltivati in trecento ettari tra i 230 e i 650 metri d’altitudine, 1,9 milioni di bottiglie vendute in 33 paesi in tutto il mondo. Questi i risultati del lavoro di tante famiglie che da anni e anni producono il loro prezioso liquido e si tramandano di figlio in figlio i segreti della coltivazione vitivinicola.

Degustazione di vini alla Cantina Colterenzio

INFO

DOVE DORMIRE

*Parkhotel Laurin a Bolzano, 100 metri dalla stazione ferroviaria www.laurin.it
*Vinum hotel Spitalerhof a Chiusa, con due camere botti tutte da provare. www.spitalerhof.it

Il bistrò del Park Hotel Laurin

DOVE MANGIARE

*Ristorante Kircherhof ad Albes, piatti del territorio, da non perdere le tagliatelle fatte a mano con finferli e ciliegie. Vasta scelta di vini altoatesina. www.kircherhof.it

*Ristorante Turmwirt a Gudon con ingredienti acquistati dai contadini locali. Pane ai vari semi ancora caldo, succhi e grappe di produzione propria. Da non perdere sella di cervo e tortelli di zucca fatti a mano. www.turmwirt.com

*Rifugio Utia de Bioch, a 2000m con un panorama mozzafiato sulla Marmolada e il gruppo del Sella. Vincitore del premio speciale cultura del vino in Alto Adige. Ottima la costoletta di mangalica alla brace con erbette e fichi, dello chef Nicola Laera. www.fornata.it

CANTINE

www.koefererhof.it a Novacella.

www.kellerei-eisacktal.it a Chiusa

www.nalsmargreid.com a Nalles

www.colterenzio.it a Cornaiano