Diamo il benvenuto alla Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina- Devin Nabrežina

Diamo il benvenuto alla Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina- Devin Nabrežina


L'Associazione dà il benvenuto ad un nuovo socio, la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina - Devin Nabrežina (TS), che prende il nome da Duino e Aurisina, i due maggiori dei cinque comuni che nel 1928 furono soppressi per costituire il nuovo ente.  Il nome sloveno -Nabrezina- ha il significato di "paese sul ciglione", tra Carso e mare.

L'intera zona nei dintorni del paese è ricca di storia: gli scavi effettuati nella grotta Pocala, nella grotta del Pettirosso e nel Riparo Zaccaria hanno infatti fornito una buona documentazione sulla preistoria sul Carso. La pietra della Cava Romana di Aurisina servì per la costruzione di Aquileia e, più recentemente, per la realizzazione di importanti edifici a Trieste, Vienna, Budapest, ma anche negli Stati Uniti. Nel paese di Aurisina, soprattutto procedendo dalla piazza principale sulla prima strada a sinistra (guardando verso la facciata della chiesa di S. Rocco), sono interessanti alcuni edifici che mantengono intatti gli elementi caratteristici dell'architettura carsica: tra questi, una piccola piazza che ospita la fontana e, al centro, una cisterna, con un pozzo circolare di dimensioni notevoli in blocchi di pietra calcarea. Proseguendo per la strada, in discesa, e svoltando a destra alla fine, si raggiunge il complesso edilizio che nella parte centrale presenta un’altra interessante costruzione, con copertura a doppia falda, coperta da lastre di pietra e un camino tipico della prima architettura carsica. Una curiosa particolarità si osserva lasciando il paese di Aurisina in direzione S. Croce: appena superate le ultime case dell'abitato si incontrano due colonne site ai lati della strada che ricordano una visita a Trieste dell'imperatore Francesco I: furono infatti erette in suo onore nel 1816 e costituivano il limite territoriale della città. Meritano una visita anche il sito paleontologico del Villaggio del Pescatore, il Castello di Duino e Baia di Sistiana, Monte Ermada e le trincee della Prima Guerra Mondiale, la Grotta delle Torri di Slivia e la Grotta del Mitreo.

Numerosi i vigneti storici nei 400 ettari vitati del Comune. Innanzitutto quelli coltivati a "Refosk" (nome del vitigno), che produce il vino meglio conosciuto con il nome di "Terrano". Seguono i vigneti coltivati a "Vitoska" che questa a differenza del Terrano dà il nome sia al vitigno che al vino ed è più "unica" che "storica". Ed infine i vigneti coltivati a "Malvasia Istriana" che, come la parola stessa indica, danno vita ad un vino conosciuto in buona parte dell'Istria (ed anche dell'intera Italia con le dovute differenti caratteristiche organolettiche). Vale la pena ricordare come il "vino" più antico, con più storia alle spalle e di cui si abbia testimonianza scritta, sia proprio il Terrano. Nel suo "Naturalis Historia" Gaio Plivio Secondo (più conosciuto come Plinio il Vecchio) parla del Pucino come vino prodotto nel territorio in prossimità delle risorgive del Timavo; da documenti datati 1296 e 1382 si evince che i contadini del Carso pagavano i tributi con prodotti della terra tra cui anche il vino Terano (fonte: Dalmasso 1946 negli "Annali del Friuli" di Francesco da Manzano); viene citato infine nel 1970, anno di registrazione ufficiale in Italia. Oggi si produce la D.O.C. Carso-Kraz (che comprende alcuni comuni della provincia di Trieste e di Gorizia), il cui Disciplinare è stato approvato con DPR del 17 luglio 1985. Oltre ai produttori riuniti nel Consorzio Vini del Carso" e a quelli che producono vino per la vendita in "Osmizza", pur senza riconoscimento, nel territorio comunale sono attivi impianti per la maricoltura, aziende agricole con produzione di formaggi tipici del Carso e cave di marmo e lavorazione della pietra di Aurisina.