Degustare il vino negli antichi catuvi

Degustare il vino negli antichi catuvi


La Società Cooperativa Viticoltori di Verbicaro nasce nel 2017 grazie all’impegno di alcuni giovani agricoltori che hanno in comune l’amore per la propria terra e per le tradizioni. Da anni coltivano vitigni autoctoni che si estendono su circa 10 ettari sparsi sulle colline del territorio di Verbicaro, un piccolo borgo situato a 400 mt slm nel Parco Nazionale del Pollino.

 La zona viticola fa parte dell’area “DOP” delle Terre di Cosenza. Elementi essenziali sono l’umidità, l’esposizione e l’orientamento del terreno che permettono un’ottima produzione di uve zuccherine e una qualità del vino conosciuta fin dall’antichità. Lo decantavano infatti già Plinio e Strabone e successivamente fu amato anche da Papa Paolo II. Per secoli il buon vino qui prodotto ha regalato al paese il nome di “Capitale vitivinicola” del territorio. Purtroppo negli ultimi decenni l’emigrazione e l’abbandono di molte terre ne hanno diminuito la produzione.

La Cooperativa Viticoltori di Verbicaro nasce proprio con l’intento di recuperare antichi vitigni, riaprire i “catuvi” e restituire al prodotto l’aspetto, l’odore e il sapore tradizionale che per secoli lo hanno contraddistinto. In dialetto verbicarese con la parola catuv (che in greco significa “sotto”) si indica il luogo in cui si conserva e si degusta il vino. Nascono da uve di Guarnaccia (Magliocco dolce) e Greco nero coltivate su terreno argilloso di medio impasto a volte misto a rocce marnose, sia il Borgo Bizantino IGP Calabria sia il Catuv Rosso. Il primo, che quest’anno ha vinto una Medaglia d’Oro al Concorso Enologico Internazionale delle Città del Vino, deriva il suo nome dalla presenza del “Borgo Bonifati”, primo insediamento abitativo medievale intorno al quale si è poi sviluppato il paese di Verbicaro. Affinato in botti di rovere per 9/12 mesi, si caratterizza per il colore rubino intenso, il profumo nobile che richiama il corbezzolo e il melograno rosso, la grande struttura e corposità. Si abbina bene a salumi tipici calabresi, primi piatti al sugo, arrosti e selvaggina. Il secondo è un vino ben strutturato con aromi di frutti di bosco, melograno e frutta rossa, che si accompagna con primi piatti, cacciagione e formaggi erborinati.