Sostenibilità circolare in vigna

Sostenibilità circolare in vigna


Il ruolo dei distretti territoriali
nelle politiche di integrazione dei migranti.
A Montepulciano un incontro sulla sostenibilità circolare in vigna.

 
Numerose le idee proposte per la crescita della cultura dell’integrazione sociale
e della competitività di impresa tra i produttori che intendono coltivare la propria sostenibilità
.

Si è tenuto a Montepulciano nella giornata di venerdì 8 luglio Il Ruolo dei Distretti Territoriali nelle Politiche di Integrazione dei Migranti, il convegno in materia di integrazione sociale dei migranti nei distretti produttivi del vino promosso da Equalitas, Federdoc e Luci sul Lavoro. Numerosi gli spunti di riflessione emersi durante l’incontro, che hanno analizzato in particolare le sfide che le aziende produttrici si trovano a fronteggiare, ma anche le opportunità che queste possono cogliere in ottica di sostenibilità circolare, benessere sociale e modelli aziendali virtuosi.

Da anni Equalitas e Federdoc – spiega Riccardo Ricci Curbastro, presidente Equalitas – stanno svolgendo un lavoro meticoloso non solo nel far emergere le irregolarità presenti nel comparto enoico, ma anche per educare attivamente tutte le parti interessate per raggiungere standard qualitativi elevati. È corretto specificare che la maggioranza degli imprenditori del vino è virtuosa in ambito di tutela dei lavoratori, ma è necessario identificare e combattere tutti coloro che si servono di pratiche di sfruttamento in vigna, soprattutto nei confronti di migranti.”

 
L’intervento di Riccardo Ricci Curbastro ha gettato le fondamenta per un dibattito estremamente partecipato e ricco di focus tematici, come quello sullo sfruttamento del lavoro agricolo in Toscana evidenziato nel report a cura di Fabio Berti, docente dell’Università di Siena. In particolare, l’indagine ha sottolineato come numerosi “lavoratori fragili” (operatori stranieri, specie richiedenti asilo o titolari di permessi di protezione) siano soggetti a gravi carenze contrattuali, basse retribuzioni, mancato rispetto degli orari di lavoro ed altri disagi.

Da questi dati ha preso le mosse il moderatore Alessandro Galardi per stimolare la ricerca di soluzioni, partendo da alcune considerazioni di base sui casi di illegalità nel comparto enoico. Il problema scaturisce da una sostanziale mancanza della cultura del lavoro come leva di benessere sociale e produttivo, ma non è da definirsi sistemico. Inoltre, i consumatori e i player si dicono pronti ad escludere le filiere che non dimostreranno trasparenza su questi temi, infliggendo di fatto una pesantissima sanzione a chi non rispetti il benessere dei lavoratori.

Si è quindi animato il dibattito intorno alla tavola rotonda, caratterizzato da numerosi interventi dei partecipanti. Tra gli argomenti toccati durante il convegno, le criticità e gli indicatori su cui lavorare per lo sviluppo di nuovi contratti e regolamenti che rendano il lavoro una forma di integrazione sociale, ma anche di valorizzazione dei territori a forte vocazione agricola e vitivinicola. A tal proposito è intervenuto Jean René Bilongo, Presidente Osservatorio Placido Rizzotto, che ha elencato i dati del Rapporto sulle Agromafie, evidenziando l’esposizione del mondo agricolo a fenomeni di caporalato. E sul tema è intervenuta Sasha-Monique ElvikSenior Sustainability Advisor di Vinmonopolet, che ha esposto sulla percezione che i Paesi esteri, e in particolare la Norvegia, hanno della filiera del vino italiano, sia in termini di qualità sia del prodotto finale, che delle condizioni lavorative.

Ha preso parte al dibattito anche Pierpaolo Sirch, Titolare Geovinea e Vigna Service, che ha promosso ulteriormente il modello di sostenibilità promosso da Equalitas “Prestatori d’Opera in Vigneto”, sottolineando in particolar modo l’importanza della trasparenza da parte delle aziende vinicole per far crescere diffusamente la qualità e la cultura del lavoro. E a proposito di qualità del lavoro, il convegno ha anche messo l’accento sull’importanza dei distretti del vino e del lavoro agricolo in generale nel tutelare i diritti dei lavoratori; sul tema si è espresso Remo GrassiAD Banfi e Presidente della Fondazione Territoriale del Brunello di Montalcino, spiegando come ciò sia possibile soprattutto nelle aree in cui la produzione vitivinicola rappresenta la principale rete economica e sociale del territorio (come l’interno della Toscana o Langhe o l’Etna). Sul tema si è espresso anche Marco CapraiCEO Arnaldo Caprai, raccontando l’esperienza della sua azienda nel favorire e addirittura privilegiare l’impiego di lavoratori più fragili, di fronte ad un mondo che cerca piuttosto di nasconderli.

Di grande rilevanza anche il dibattito acceso da Laura CorradoD.G. Migrazione, sul tema della decrescita demografica in tutta Europa, che può porre una questione di competizione tra territori per attrarre risorse umane, rivolgendosi proprio ai migranti. Ed è intervenuto anche il Direttore Generale Oxfam ItaliaRoberto Barbieri, sui principali temi affrontati durante il convegno, soffermandosi in particolare sulla sua esperienza in ambito di aiuti umanitari, e su come questi possano essere di ispirazione per la gestione nelle sfide di integrazione attraverso il lavoro di qualità di imprese e distretti.