Riposto rinnova il suo Palio delle Botti

Riposto rinnova il suo Palio delle Botti


 

Palio delle Botti di Eustachio a Riposto

Un successo la 17a edizione della gara disputata il 28 agosto

 

Ha ripreso dopo la pandemia il Palio delle botti a Riposto, città portuale in provincia di Catania, già Città del Vino interessata a rientrare nella rete, e importante scalo da cui partivano, un tempo, i bastimenti carichi di botti di vino siciliano per i mercati del nord.

Lo scorso 28 agosto si è tenuta la 17a edizione che, superando le difficoltà del momento, si è presentata con rinnovato slancio, tanto entusiasmo e nuove prospettive per il futuro delineate dalla Pro Loco presieduta da Nello Scalone, organizzatore della manifestazione.

Ad animare e a fare da coreografia alle squadre degli spingitori è stata la sfilata del Corteo Storico dei Normanni di Piazza Armerina, Quartiere Castellina, e dei gruppi musici e sbandieratori "Fenicia Moncada" di Belpasso e "Antica Compagnia dell'Etna" di San Gregorio di Catania che hanno rallegrato il centro storico ed il lungomare dove l’intera cittadinanza ha potuto seguire la gara.

Bella è stata la sfida tra le squadre dei comuni partecipanti, da Santa Venerina presente con la squadra maschile e femminile e sede della finale del Palio Nazionale delle Botti delle Città del Vino edizione 2021, Sant’Alfio, Mascali e, ovviamente, Riposto, impegnati prima nella prova cronometrica di abilità e a seguire nella gara di spinta per un chilometro.  

A dare la partenza alla gara il sindaco di Riposto Enzo Caragliano che ha ringraziato le squadre per lo spirito di collaborazione dei comuni etnei.

Tanta storia e tradizioni popolari s’innestano in un evento del genere che prende il nome da Eustachio Laviefuille, viceré di Sicilia, che nel 1752, per difendere le sue vigne dagli incursori, fece costruire in prossimità dell'attuale porto un maniero, che poi nel 1923 venne distrutto.

Riposto è noto da sempre per essere un centro nevralgico della vitivinicoltura etnea sia per la superfice viticola dai terreni di natura vulcanica, sia per la diffusa presenza di maestranze ed artigiani locali impiegati per costruzione delle botti, vi erano infatti 4 fabbriche di botti che utilizzavano il legno di castagno proveniente della Calabria e il rovere di Sicilia.

Intensa era l’esportazione del vino nei tini attraverso le spedizioni via mare su velieri (11 navi mercantili) con destinazione Francia, Piemonte e nord Italia grazie alla presenza dell’importante porto dell’Etna noto comunemente come “porto del vino”.

Su questa intensa attività oggi notevolmente cambiata e ridimensionata s’innestano il distretto del vino dell’Etna, il Museo del Vino e il Palio delle Botti a testimoniare le profonde radici che continuano a rivivere e a ricordare il passato glorioso delle contrade e del fiorente mercato del vino e delle distillerie.

Soddisfatto il presidente della Pro Loco Nello Scalone e dei suoi collaboratori, che con la fattiva e concreta sinergia di Salvo Spadaro, presidente della Pro Loco di Santa Venerina, che ha dato vita ad un evento e auspica di entrare nel Palio Nazionale di Città del vino per assumere un carattere di maggiore risonanza e rilevanza, come pure sottolineato dal sindaco Enzo Caragliano durante la premiazione delle squadre dando forza alle tradizioni di Riposto nel settore viticolo.

Saveria Sesto