Mediterranean Climate Vine and Wine Ecosystem

Mediterranean Climate Vine and Wine Ecosystem


Nasce una rete collaborativa per fronteggiare i cambiamenti climatici in viticoltura




Viticoltori, tecnici, amministratori provinciali, ricerca, associazioni di categoria: sono le categorie specialistiche che sono chiamate a collaborare per identificare, studiare, affrontare e risolvere le questioni legate all’impatto del cambiamento climatico sul settore vinicolo mediterraneo, ma anche trentino.
Una cinquantina di rappresentanti del mondo vitivinicolo hanno partecipato ieri, a San Michele, alla conferenza-laboratorio organizzata dalla Fondazione Edmund Mach dal titolo “Scenari climatici per la viticoltura trentina: progettare le strategie di azione per un territorio montano” che ha posto le basi per la creazione di “living lab”, ovvero tavoli di lavoro specifici per giungere ad azioni congiunte.


Si è trattato dell’ultimo incontro di “Mediterranean Climate Vine and Wine Ecosystem” (MEDCLIV), progetto europeo co-finanziato da EIT Climate KIC e rivolto all’ecosistema viti-vinicolo dell’Europa mediterranea, includendo l’intero areale nazionale. Gli argomenti affrontati hanno riguardato la coltivazione della vite in territorio montano, con una particolare attenzione alle possibilità - che potrebbero diventare necessità - di coltivare in un territorio a geografia valliva.
Il prof. Mario Pezzotti, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione di FEM, ha spiegato in apertura che FEM è fortemente implicata nelle linee di ricerca sul miglioramento genetico della vite, che ben si sposano alle nuove esigenze della viticoltura, anche in relazione alle problematiche indotte dal cambiamento climatico. L 'interesse per la tematica è confermato da una quantità di iniziative che ruotano intorno alla questione della definizione del miglior contesto climatico per assicurare qualità e profitto alla viticoltura. Luca Pedron, del Dipartimento Agricoltura della Provincia, ha presentato la situazione della coltivazione montana della vite in Trentino, una realtà in crescita (es. in Valle di Cembra, con il Müller-Thurgau) con un incremento della fascia altitudinale e quantitativa della superficie raccolta. In particolare, le varietà resistenti alle malattie negli anni hanno visto un incremento in una fascia altimetrica di coltivazione dai 600 - 700 mslm.
Nel corso dell’incontro sono stati menzionati diversi progetti, tra cui – oltre naturalmente a MEDCLIV, iniziativa organizzatrice dell’evento - PICA, piattaforma sviluppata da FEM con CAVIT (ne ha parlato Andrea Faustini), PinotBlanc (illustrato da Ulrich Pedri di Laimburg), Impetus, nuovo progetto che vede coinvolti EURAC e Cantina Toblino (illustrato da Valentina D’Alonzo).
In questo contesto, il coordinatore del progetto, Emanuele Eccel, ha mostrato i risultati di un sondaggio condotto tra i viticoltori italiani, che motiva i progetti che si occupano delle ripercussioni sulla viticoltura dovute al cambiamento climatico: quest’ultimo rappresenta una causa di preoccupazione primaria, specie per gli scenari futuri. C’è stato poi spazio per illustrare VINEAS, la piattaforma sviluppata per i sei paesi mediterranei partner di MEDCLIV che contiene informazioni cartografiche, documenti tecnici, indicazione di progetti in corso, schede tecniche, e una bacheca di annunci di attualità.
Il punto di vista e l’interesse del Consorzio Tutela Vini del Trentino è stato portato dal vicepresidente Goffredo Pasolli che ha ricordato come il Consorzio sia il punto di riferimento per le questioni inerenti i disciplinari di produzione delle DOC, dunque particolarmente attento ad eventuali conseguenze di modifiche in atto, come quelle del clima, sulle produzioni a denominazione d’origine. Sono seguiti gli interventi di Roberto Gaudio, in collegamento da Aosta, in rappresentanza di CERVIM.
Moderato da Gian Antonio Battistel della FEM l'incontro ha previsto una discussione finale che ha messo in luce gli aspetti da considerare in Trentino: le tecniche di ombreggiamento, l'irrigazione e le pratiche agronomiche idonee a controllare la fenologia. Su questi temi si potranno impostare dei “living lab”, intorno a cui le diverse categorie di attori che compongono l’ecosistema viti-vinicolo si confronteranno per giungere ad azioni congiunte.