Comune di Aquileia

  • Telefono: 0431 916911
  • Fax: 0431 91044
  • Sitoweb: Aquileia
  • Sede Amministrativa
    Piazza G. Garibaldi 7 33051 Aquileia (Udine)

Il Territorio

  • Num. Abitanti: 3398
  • Altitudine: 5
  • Superficie: 37.44
  • Santo Patrono: SS. Ermagora e Fortunato
  • Codice ISTAT: 30004
  • Codice Catastale: A346
  • Prefisso: 431
  • PEC: comune.aquileia@certgov.fvg.it
  • Zona Sismica: 3
  • Zona Climatica: E
  • Gradi Giorno: 2244
  • Dati forniti da Tuttitalia.it

Amministratore

Nome
Gabriele Spanghero


Storia

Le recenti scoperte geoarcheologiche hanno portato alla luce un vasto insediamento protostorico (sec.IX a.C.) ai margini di quello che doveva essere un importante fiume che poi i romani, nel secolo II a.C. hanno regimentato e reso navigabile, dando vita ad uno dei più importanti porti dell'epoca.Con la fondazione della colonia romana, nel 181 a.C., tutte le precedenti realtà vengono annullate per far posto alla grande opera di risistemazione agraria, viaria e fluviale finalizzata sia a garantire la fortificazione della nuova Aquileia, sia in relazione alla pianificazione e centuriazione dell'agro aquileiese. Nella Tavola Peutingeriana (fine IV s.d.C.) Aquileia è rappresentata come una città ben difesa da torri e mura possenti, con diverse strade che la collegano all'Italia e con il centro Europa (via Annia, via Postumia, via Gemina, ecc.) e posizionata in prossimità dell'Adriatico. La struttura di forma quadrilatera, posta a destra di Aquileia, rappresenta il centro termale romano sul fiume Timavo, ubicato tra Aquileia e Trieste (Tergeste). Fino a tutta la prima metà del IV s.d.C. le acque dell'Isonzo, Torre e Natisone lambivano la parte orientale di Aquileia, dove, con opportune imponenti opere idrauliche e strutturali, sorgerà il grande bacino portuale romano, largo 48 metri e lungo oltre 400 che farà diventare Aquileia fiorente e prosperosa, alla pari di Milano, Capua e Pompei. Aquileia divenne la capitale della X regione dell'impero romano: la Venetia et Histria. Il periodo di maggiore splendore per Aquileia fu il IV secolo, contraddistinto anche religiosamente dalla costruzione della grande chiesa cristiana di Teodoro. La sua importanza, oramai secolare, venne a cessare con l'invasione degli Unni del 452. Di Aquileia nel corso dei secoli VI, VII e VIII sappiamo ben poco. La cittadina, dopo la calata degli Unni, è dimezzata: l'intero settore settentrionale non viene più utilizzato se non come deposito di materiale pregiato da riciclare. Nel 568 il popolo longobardo conquista anche il Friuli e sposta la capitale del suo primo ducato a Cividale: Aquileia è troppo vicina a Grado e alla costa Adriatica, territorio oramai soggetto a Ravenna. Grado diventa sede episcopale in antitesi ad Aquileia. Nella seconda metà dell'VIII secolo i Franchi, succedutisi ai Longobardi, sviluppano una politica di ristrutturazione politico religiosa, dove il ruolo del patriarca Paolino d'Aquileia è molto importante anche per la città friulana con la rideterminazione dei confini della Diocesi Aquileiese. Ma bisognerà aspettare il Patriarca Massenzio (inizio sec. IX) per vedere una rinascita politica, economica e religiosa della città di Aquileia, grazie anche alle copiose regalie territoriali che l'imperatore fa al patriarca. Questa nuova realtà, in grande evoluzione, viene bloccata repentinamente dalle incursioni ungare di fine secolo IX che devastano e spopolando tutto il medio Friuli. La rinascita di Aquileia diventa realtà con il patriarca Popone, ministro di Corrado II (inizi sec. XI): vengono ripristinate le mura difensive, le strade, le chiese, il porto fluviale, ecc. Aquileia diventa il centro nobile dell'intero territorio friulano. Accanto alla basilica debitamente ricostruita ed abbellita il patriarca predispone la sua residenza: il palazzo patriarcale. Nel 1077 Enrico IV concede al patriarca Sigeardo l'investitura feudale sull'intero territorio friulano: si ha la nascita dello stato patriarcale in funzione politico-militare imperiale. Fuori la cinta muraria, nel settore nord orientale, prende vigore il convento benedettino femminile, di probabili origini paleocristiane, che durerà sino alla fine del secolo XVIII; mentre un altro convento, maschile, sempre benedettino, di "San Martino della Beligna" si sviluppa a sud di Aquileia e verrà chiuso a metà secolo XV, allorchè la Serenissima occuperà l'intero Friuli e determinerà la fine dello stato patriarcale. Con la fine dello stato Patriarcale (1421) il territorio friulano divenne soggetto a Venezia, mentre Aquileia, S. Daniele, San Vito al Tagliamento, rimasero territori imperiali austriaci. Aquileia, in particolare, rimase austriaca fino alla fine della prima guerra mondiale. Ma se Aquileia era territorio austriaco, la nomina del Patriarca era, di fatto, di diritto veneto. Una situazione conflittuale che nel 1751 il Papa, in modo salomonico, decise di porre fine decretando la soppressione dell'antica diocesi aquileiese e la conseguente erezione di due nuove arcidiocesi: quella di Gorizia, per il territorio friulano austriaco e quella di Udine, per quello soggetto a Venezia. Anche il tesoro patriarcale e le reliquie furono tolte ad Aquileia e spartite tra le due nuove istituzioni ecclesiastiche. Aquileia fu, di fatto, abbandonata al suo destino e l'impaludamento del territorio, il latifondismo esasperato e la miseria fecero il resto per tutti i secoli XVIII e XIX. La casata d'Austria cercò in vari modi di rivitalizzare Aquileia: prima con una serie di bonifiche dei terreni paludosi (sotto Maria Teresa d'Austria, sec. XVIII) poi con la costruzione di un porto fluviale nuovo sul Natissa (metà sec. XIX). Ma fu inutile: molti cittadini aquileiesi cercarono situazioni migliori persino oltre oceano. Lo scoppio della prima guerra mondiale peggiorò le già gravi situazioni sociali ed economiche di Aquileia, situata proprio sulla prima linea del fronte, territorio austriaco, popolata da "austriacanti", da italianizzare in ogni modo. Fu proprio in questo periodo storico, caratterizzato anche dalla rotta di Caporetto e poi dalla successiva vittoria italiana, che fu completamente portato alla luce il mosaico pavimentale teodoriano (IV secolo). (fonte: www.comune.aquileia.ud.it)

Feste

Da quasi cinquant’anni una rassegna annuale premia i migliori vini delle denominazioni Aquileia, Latisana ed Annia divisi in 8 categorie.

Informazioni Turistiche

L'Aquileia d'oggi, collegata al mare dal fiume navigabile Natissa, è un piccolo tesoro culturale ed ambientale dove fanno bella mostra di sé boschi planiziali, rogge d'acqua di risorgiva e la maestosa laguna. Tanti e affascinanti i percorsi a piedi e in bicicletta.

 

La Basilica è il monumento maggiore e più significativo di Aquileia ed è il risultato di un susseguirsi di edifici le cui radici penetrano fino al II sec.d.C. La cripta degli affreschi, sebbene sia d'epoca Massenziana (sec. IX), è conosciuta soprattutto per gli affreschi con le scene della "passio" del protovescovo aquileiese Ermacora e del suo diacono Fortunato, risalenti al XII secolo e si trovano riproposte sia attorno all'abside (affreschi del XIV sec.) sia nelle pitture sul dorso degli stalli dei canonici del Capitolo aquileiese (sec. XV). Da non perdere le aree archeologiche, il Museo archeologico nazionale e il Museo paleocristiano.

Denominazioni collegati

Friuli-Aquileia

Friuli-Aquileia

Regione di riferimento: Friuli Venezia Giulia
Enoregione: PIANURA FRIULANA
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Trivignano Udinese, Comune di Chiopris Viscone, Comune di Aquileia

Enti Interessati
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Doc friuli aquileia

Prosecco

Prosecco

Regione di riferimento: Friuli Venezia Giulia
Enoregione: CARSO TRIESTINO, COLLI ORIENTALI FRIULANI, GRAVE DEL FRIULI, PIANURA FRIULANA
Tipo denominazione : DOC
Enti Collegati
Comune di Torreano, Comune di San Giovanni al Natisone, Comune di San Giorgio della Richinvelda, Comune di San Floriano del Collio, Comune di Prepotto, Comune di Premariacco, Comune di Nimis, Comune di Manzano, Comune di Latisana, Comune di Gorizia, Comune di Duino Aurisina, Comune di Dolegna del Collio, Comune di Corno di Rosazzo, Comune di Cormons, Comune di Cison di Valmarino, Comune di Casarsa della Delizia, Comune di Capriva del Friuli, Comune di Buttrio, Comune di Bertiolo, Comune di Aquileia, Comune di Trivignano Udinese

Enti Interessati
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Doc prosecco

Venezia Giulia

Venezia Giulia

Regione di riferimento: Friuli Venezia Giulia
Enoregione: CARSO TRIESTINO, COLLI ORIENTALI FRIULANI, GRAVE DEL FRIULI, PIANURA FRIULANA
Tipo denominazione : IGT
Enti Collegati
Comune di Trivignano Udinese, Comune di Torreano, Comune di San Giovanni al Natisone, Comune di San Giorgio della Richinvelda, Comune di San Floriano del Collio, Comune di Prepotto, Comune di Premariacco, Comune di Nimis, Comune di Manzano, Comune di Latisana, Comune di Gorizia, Comune di Duino Aurisina, Comune di Dolegna del Collio, Comune di Corno di Rosazzo, Comune di Cormons, Comune di Cividale del Friuli, Comune di Chiopris Viscone, Comune di Casarsa della Delizia, Comune di Capriva del Friuli, Comune di Camino al Tagliamento, Comune di Buttrio, Comune di Bertiolo, Comune di Aquileia

Enti Interessati
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